Compravendita senatori, Berlusconi potrebbe pagare 6 milioni di euro

La Corte dei Conti del Lazio indaga sui tre milioni di euro che furono versati sul conto del movimento di De Gregorio. La GdF valuta gli effetti della caduta del Governo Prodi del 2007 sullo spread

«Sinceramente abbiamo altro a cui pensare»: è stata la prima reazione targata Arcore che Niccolò Ghedini ha messo a verbale dopo la diffusione del primo teaser di ‘Loro’, il film di Paolo Sorrentino su Silvio Berlusconi. Oltre alla regia della coalizione di centrodestra, che si rivela forse più complessa del previsto, ad occupare i pensieri dell’ex premier potrebbe spuntare anche un affare di corruzione riesumato dopo nove anni.

La procura della Corte dei Conti del Lazio ha aperto un fascicolo sui tre milioni di euro finiti nei conti del Movimento Italiani nel Mondo di Sergio De Gregorio, ex senatore passato nel 2007 dall’Italia dei Valori al centrodestra. Nel settembre del 2006, dopo polemiche seguite alla sua astensione durante la votazione di un provvedimento di indulto, De Gregorio aveva annunciato la sua definitiva fuoriuscita dalla maggioranza di centrosinistra votando durante la crisi del 2007 contro la fiducia al Governo Prodi.

Il fascicolo è stato affidato ai pm contabili Ugo Montella e Massimiliano Minerva che hanno delegato alcuni approfondimenti alla Guardia di Finanza. Le contestazioni riguarderebbero oltre all’ex senatore anche lo stesso Silvio Berlusconi che incentivò il passaggio di De Gregorio con la consegna di denaro tramite Valter Lavitola, oggi titolare di una pescheria-bistrot.

L’indagine è partita dopo la fine del processo penale a carico del leader di Forza Italia. In primo grado, l’8 luglio 2015, Berlusconi era stato condannato a tre anni di reclusione per corruzione dal Tribunale di Napoli. Poi, in appello, il 20 aprile 2017 era arrivata la prescrizione. Con una nota a latere: per i giudici di secondo grado, l’ex premier aveva “pacificamente agito come privato corruttore”. Nella motivazione della sentenza si legge, inoltre, che la dazione di denaro a De Gregorio rappresentò il corrispettivo della messa a disposizione del senatore e della sua rinuncia a determinarsi liberamente nell’attività parlamentare di sua competenza.

La Finanza indaga ora sugli effetti della caduta del governo Prodi sullo spread: Berlusconi potrebbe essere chiamato a risarcire in prima persona il danno erariale. La Corte dei Conti può chiedere fino al doppio del valore della tangente pagata o intascata da un pubblico ufficiale o da un dipendente della pubblica amministrazione. Il doppio della presunta tangente intascata da De Gregorio ammonta a sei milioni di euro.

 

 

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