5 anni di Papa Francesco

Si celebrano oggi i 60 mesi di pontificato del Papa “povero” che ha riportato la fede al centro della dottrina cristiana.

 

Fin dalla sua elezione, il 13 marzo 2013, Jorge Mario Bergoglio ha cambiato la storia della Chiesa cristiana. Un papa argentino venuto, come lui stesso ebbe a dire, “quasi dalla fine del mondo”. Bergoglio sceglierà il nome di Francesco in onore del Poverello d’Assisi. È il primo gesuita a diventare Papa ed il primo Pontefice nato nel continente americano. E oggi si celebrano i cinque anni del suo pontificato, 1.826 giorni in cui ha incontrato in Vaticano 24 milioni di fedeli, sessanta mesi pieni di energia: 39 viaggi, di cui 22 all’estero. I primi due sono subito stati indicativi del nuovo corso: in Italia ha scelto di recarsi a Lampedusa a visitare i centri di accoglienza dei migranti, per ribadire l’urgenza di gestire al meglio questa problematica umanitaria. All’estero prima tappa nel suo amato Sudamerica. A Rio si è spinto nelle baracche della gente, ha stretto la mano ai poveri per strada, ha portato sollievo agli orfani. Papa Bergoglio ha voluto marcare il suo pontificato con due encicliche (Lumen Fidei e Laudato sì), due esortazioni apostoliche e trentotto lettere apostoliche in occasione della chiusura del Giubileo nel novembre 2016.

ANSA/CENTIMETRI
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Fino ad ora il viaggio apostolico più difficile è stato quello in Cile e Perù, fortemente voluto da Papa Francesco. Difficile perché anticipato nelle ultime ore da attacchi contro chiese cattoliche e da due statue raffiguranti il Cristo date alle fiamme. Tra le altre visite più significative si ricordano quelle in Egitto e a Fátima, in Portogallo, ma anche la visita pastorale all’Arcidiocesi di Milano, l’incontro a Cuba con il patriarca ortodosso di Mosca Cirillo, la visita in Kenya, Uganda e Repubblica Centrafricana durante la quale ha aperto la porta santa della cattedrale di Bangui, nell’ambito del Giubileo straordinario della misericordia. Nell’anno in corso il Pontefice si recherà in Svizzera per celebrare i 70 anni del Consiglio Ecumenico delle Chiese; in Irlanda per il decimo Incontro mondiale delle famiglie, in India (viaggio inizialmente previsto per il 2017, ma rimandato) e in Romania. Il Papa, su invito del Presidente della Repubblica di Romania, dei vescovi romeni e del Patriarcato Ortodosso Romeno, sarà presente alla cerimonia di beatificazione di sette vescovi greco-cattolici, martiri sotto il regime comunista.

 

Le dichiarazioni del Papa Emerito

Dunque la teologia di Papa Francesco esiste eccome. Lo ha affermato anche Benedetto XVI, per il quale l’attuale Pontefice «è un uomo di profonda formazione filosofica e teologica». E sbaglia dunque chi sostiene il contrario. Il Papa emerito ha scritto una breve ma significativa lettera a monsignor Dario Edoardo Viganò in occasione della presentazione della collana “La Teologia di Papa Francesco”, pubblicata dalla Libreria Editrice Vaticana. «Plaudo a questa iniziativa – scrive Benedetto XVI in riferimento alla collana – che vuole opporsi e reagire allo stolto pregiudizio per cui Papa Francesco sarebbe solo un uomo pratico privo di particolare formazione teologica o filosofica, mentre io sarei stato unicamente un teorico della teologia che poco avrebbe capito della vita concreta di un cristiano oggi». «I piccoli volumi – aggiunge Benedetto XVI – mostrano a ragione che Papa Francesco è un uomo di profonda formazione filosofica e teologica e aiutano perciò a vedere la continuità interiore tra i due pontificati, pur con tutte le differenze di stile e di temperamento».

ANSA/ANGELO CARCONI
ANSA/ANGELO CARCONI

 

La teologia di Papa Francesco

«Una profezia che parla con le parole, ma anche e soprattutto con i gesti». Egli annuncia «un tempo di misericordia, particolarmente propizio in un periodo storico segnato da brutale violenza, dal dominio del “dio-denaro” e dalla globalizzazione dell’indifferenza». Questa “rivoluzione” introduce perciò, ha aggiunto il Papa Emerito, «una mistica dagli occhi aperti ai bisogni del fratello, associata a una antropologia che coniuga storicità e trascendenza dell’uomo».

Papa Bergoglio «non è dunque un liberale, ma un radicale». Va cioè alla radice del Vangelo e invita gli uomini a «lasciarsi guidare dalla pedagogia di Dio».

L’esempio tipico è quell’autonomia dell’uomo, che «è positiva quando porta a collaborare con Dio» nell’opera della salvezza, ma diventa dominazione tecnocratica, se sganciata da questa collaborazione. Durante l’evento di presentazione della collana, il nuovo responsabile editoriale della Libreria Editrice Vaticana, fra Giulio Cesareo, ha precisato che sono in corso trattative con editori di tutto il mondo. Fino ad ora, sono stati siglati accordi per la distribuzione della collana in inglese, spagnolo, francese, portoghese, polacco e romeno.

di Federica Del Zotto

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