Virginia Raggi a ruota libera a Radio Capital


La sindaca di Roma ospite nella trasmissione di stamani di Massimo Giannini non risparmia attacchi nei confronti di Calenda e Gentiloni. Spazio anche per gli argomenti vaccini e rifiuti


Intervistata nel programma mattutino di Massimo Giannini e Jean Paul Bellotto, Virginia Raggi fa il punto sulla sua amministrazione romana.

Per quanto riguarda la capitale, la sindaca non nasconde che le difficoltà e i problemi sono stati molti, ma per la maggior parte derivati dai disastri compiuti dalle amministrazioni precedenti: “Lo scorso anno sono stati 100 i milioni dedicati al risanamento dei danni altrui, quest’anno 60: soldi che non possono essere spesi per incentivare il progresso cittadino”. Molti sono comunque i successi del Movimento 5 Stelle al governo di Roma, ha dichiarato la Raggi, primo su tutti quello sui rifiuti: la raccolta differenziata è stata estesa anche al quartiere ebraico ottenendo una risposta dell’85% della popolazione.

Continuando il discorso, la sindaca ha dichiarato come dal censimento dei municipi VI e X si è notato che oltre 50mila utenze non erano nemmeno registrate, pertanto non bisogna giustificare l’accumularsi dei rifiuti con un’inefficienza dell’amministrazione, ma ad un fatto di numeri: “se la popolazione censita non rispecchia quella effettiva, i cassonetti per le strade non potranno mai essere adeguati all’utenza”.

Un accordo con l’Abruzzo dovrebbe aiutare a migliorare la pulizia delle strade, continua la Raggi, anche se “la città non è sporca”: dai prossimi mesi 39mila tonnellate di rifiuti romani saranno “gestiti” dall’Abruzzo. “Non è corretto parlare di emergenza rifiuti”, ha continuato la sindaca, in quanto le leggi sono state attivate, come la raccolta domiciliare gratuita dei rifiuti ingombranti. “Se la gente li appoggia accanto ai cassonetti, allora non conosce le cose”.

Interrogata poi sui rapporti con il governo, la sindaca non si è risparmiata nei confronti di Gentiloni e Calenda. Il primo è stato definito “non particolarmente benevolo sulla capitale, pur essendo lui di Roma”, in quanto, non ha fatto nulla per favorire la città rispetto agli altri centri italiani. La Raggi lo ha accusato di “aver risposto picche” su varie questioni: su tutte la richiesta di fondi per la città in modo da gestire meglio i 3 mln di abitanti e turisti che ogni giorno affollano le strade. Non meno dure le parole nei confronti di Calenda, incolpato di aver promesso 3 mld alla città, di cui “i romani non hanno ancora visto un euro”. La sindaca si dice ancora in attesa che dal tavolo ministeriale giungano i frutti della collaborazione con l’amministrazione cittadina, in quanto “la sinergia è necessaria in virtù del progresso”.

Interrogata poi sulla cultura, Virginia Raggi ha confermato che la gratuità deve essere alla base dell’utenza dei monumenti archeologici cittadini. “Noi ci batteremo per l’ingresso gratuito. Se mercifichiamo la cultura, la impoveriamo”.

“Io non faccio polemiche sulla pelle dei bambini non vaccinati”, è stata invece la risposta alle domande sulla decisione del comune di Roma di consentire ai bambini non vaccinati di continuare le scuole, “opponendosi” di fatto alla legge Lorenzin. “Ho solo chiesto che i bambini non vaccinati per i ritardi delle Asl potessero completare l’anno di studi e l’obiettivo direi che è stato pienamente raggiunto”, ha continuato la sindaca, ribadendo che non si tratta di una mossa elettorale per ottenere i voti della compagine NoVax. Glissata la domanda relativa al personale pensiero sull’obbligatorietà vaccinale.

Non è mancata una battuta sull’immigrazione e sul rapporto con il ministro Minniti, con cui Virginia Raggi ha ribadito di avere un rapporto sempre leale. “Risulta complesso gestire l’ingente numero di “immigrati fantasma” (ossia i non censiti a Roma in quanto sotto la responsabilità di altri Comuni”), pertanto secondo la Raggi bisogna incitare il governo a impegnarsi su una forte politica di integrazione.

 

  • Fabrizio Grasso