Altro scandalo nel mondo del ciclismo


L’Altopack Eppela coinvolta nella spirale-doping: arrestati l’ex direttore sportivo, un farmacista e il presidente, accusato di aver fornito sostanze dopanti ai suoi atleti. L’indagine è iniziata dopo la morte dell’ex promessa 21enne Linas Rumsas


Scandalo nel mondo del ciclismo. Un altro. Di nuovo il doping. Spesso, purtroppo, quando si parla di ciclisti c’è di mezzo “lui”. Ergo: l’assunzione di sostanze dopanti. E’ successo a Contador, Pantani e Tom Simpson, che morì durante una salita. A Lance Amstrong è costato tutti i trofei vinti dal ’98 al 2013. Tutti. Stavolta, a farne le spese, è l’Altopack Eppela, una tra le maggiori squadre dilettantistiche di ciclismo.

Diversi arresti: coinvolti l’ex direttore sportivo del club, il presidente e un farmacista. Ma andiamo con ordine: il 2 maggio muore Linas Rumsas, promessa 21enne nonché figlio di Raimondas (ex ciclista professionista lituano, nel 2002 arrivò terzo nel Tour de France). Doveva uscire in bicicletta col fratello, rimase a casa “perché si sentiva poco bene” ma fu trovato morto per un malore dopo poche ore.  Mistero. Correva per l’Eppela, il team coinvolto, ma la sua morte non è collegata all’indagine in corso; mentre suo fratello Raimondas junior, circa due settimane fa, è stato squalificato per 4 anni proprio a causa del doping. Oggi, dopo nove mesi di indagini dalla scomparsa di Linas, la squadra mobile di Lucca e il servizio centrale operativo hanno arrestato tre persone. “Preso” il presidente dell’Altopack, accusato di aver incoraggiato gli atleti ad assumere sostanze dopanti prima delle gare: epo in microdosi, ormoni per la crescita e antidolorifici a base di oppiacei. Accusato anche un farmacista, che avrebbe rifornito i ciclisti senza una prescrizione medica, e l’ex direttore sportivo del club. Perquisiti – secondo quanto riferito dall’Ansa – diverse abitazioni tra cui lo studio legale di un avvocato di Lucca.

di Francesco Pietrella