Questo piccolo grande Sanremo. Cronaca della seconda serata

Il trio Baglioni-Hunziker-Favino funziona: con uno share del 47,7 per cento batte di nuovo Conti-De Filippi

La seconda serata del Festivàl di Sanremo si è aperta in fucsia: la conduttrice Michelle Hunziker scende dalla scalinata in abito disneyano scortata da Claudio Baglioni, promosso da Dittatore artistico a spalla educata che lascia spazio ai giovani. Le esibizioni dei primi quattro cantanti delle Nuove Proposte sono corrette ma tiepide. Plauso per le intenzioni di denuncia grammaticale di Lorenzo Baglioni che canta “Il congiuntivo”. I dieci Big sul palco sono forse i migliori dei venti: su tutti Ornella Vanoni, in gara con Bungaro e Pacifico, che si propone sobria e furbamente scollata su quel che resta della sua bellissima gioventù.

 ANSA/ETTORE FERRARI
ANSA/ETTORE FERRARI

Il pubblico ha promosso a pieni voti anche Favino, che ha livellato la tensione della prima serata e si è messo in pari con Ricky Martin (ospite a Sanremo nel 2017) ballando senza freni sulle note di “Despacito” di Luis Fonsi. Il ‘caso’ Meta-Moro, scoppiato per distrarci dal ‘caso’ Monte all’’Isola dei Famosi’, viene liquidato da Michelle a metà serata in due battute. La Direzione artistica ha momentaneamente sospeso i due cantanti, accusati di presunto plagio per una parte di ritornello della loro “Non mi avete fatto niente”, riservandosi più tempo per deliberare sulla vicenda.

Nel frattempo la conduttrice ha già cambiato abito un paio di volte. Splendido il long dress nero firmato, come gli altri della serata, da Alberta Ferretti. Peccato per la fibbia di cristalli sul fianco sinistro che del resto fa pendant col tatuaggio tribale che Tomaso (Trussardi) non le ha suggerito di nascondere.

ANSA/ETTORE FERRARI
ANSA/ETTORE FERRARI

Protagonisti della sezione esteri Sting, incerto interprete di “Muoio per te” di Zucchero, e Shaggy vestito da discotecaro di Milano Marittima.

Varie sono state le occasioni di emozione, con picchi dello share. Dopo “Canzone per te” di Endrigo (nonostante il Volo), il sempiterno Baudo ad elencare le sue invenzioni: Pausini, Giorgia e Ramazzotti.

E poi il pubblico che non ha permesso a Franca Leosini, signora impeccabile dell’intervista col killer che forse avrebbe meritato più spazio, di interrompere l’esecuzione piano e voce di “Questo piccolo grande amore”.

La conduzione di Baglioni non era ancora stata ufficializzata e tutti già sognavamo di cantarla commossi.

Infine Vecchioni-Baglioni in duetto. Refrattario (a ragione) sull’esecuzione di “Chiamami ancora amore”, suo successo sanremese, Vecchioni ha detto tutta la verità su Roberto in “Samarcanda”. Sanremo è un momento che capita a tutti. Il capolavoro è altrove.

 

condividi