Impronte digitali contro i furbetti del badge

Quello di Santa Margherita Ligure è il primo comune italiano ad utilizzare questo nuovo sistema tecnologico. La decisione entrerà in vigore a breve.

A Santa Margherita Ligure si mette male per i furbetti del cartellino. Il Comune, il primo in Italia, ha deciso di ricorrere ad un sistema di impronte digitali per rilevare la presenza sul lavoro dei propri dipendenti.

Il provvedimento è stato approvato dalla Giunta comunale su proposta del segretario. È stato così inserito nel piano anticorruzione e dovrebbe entrare in vigore a breve.

Così ogni dipendente sarà dotato di un apposito badge sul quale verrà associata un’impronta digitale. Il lavoratore dovrà avvicinare tesserino e polpastrello al rilevatore. La corrispondenza tra l’impronta letta e quella memorizzata dal badge consentirà la regolare timbratura.

La decisione arriva dopo che il Comune, nel gennaio scorso, ha dovuto sospendere due lavoratori indiziati per timbrature irregolari. Il primo è stato accusato di aver timbrato al posto del collega assente. È stato così sospeso per sei mesi, con una decurtazione del suo stipendio pari al 50%.

Il secondo, rappresentato anch’egli da un legale, si era giustificato affermando di essere in ferie, regolarmente concesse dal dirigente del suo settore. Nel suo caso è stata decisa una sospensione di tre mesi, con decurtazione dello stipendio.

“Così tuteliamo l’immagine dei dipendenti corretti e il buon nome dell’ente”, ha detto il sindaco Paolo Donadoni.
di Lidia Sirna

 

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