Tunisia: piazze in tumulto per l’aumento dei prezzi


L’approvazione della legge di bilancio fa esplodere il caos. Un morto e trecento arresti il provvisorio bilancio degli scontri


Scontri, manifestazioni e arresti: da tre giorni è tornato il caos in Tunisia. Colpa del carovita. La settimana scorsa è stata, infatti, approvata la legge di bilancio ed i conseguenti aumenti di benzina, gas e servizi.

epa06430640 Protesters stand amid tear gas fired by Tunisian security forces during clashes, in Tebourba, Tunisia, 09 January 2018 (issued 11 January 2018). According to media reports, protests erupted in Tunisia last week after the government announced tax hikes and austerity measures and against increased prices of some goods. Protests turned into violence and clashes with security forces in some areas on 08 January and army units were deployed to protect government establishments. EPA/STR
epa06430640 Protesters stand amid tear gas fired by Tunisian security forces during clashes, in Tebourba, Tunisia, 09 January 2018  EPA/STR

Da quel momento le strade si sono riempite ed i tumulti non accennano a placarsi. Non siamo ai livelli della primavera araba del 2011, tuttavia in un paese vittima di tassi di disoccupazione giovanile e inflazione elevatissimi, è facile capire come la situazione sia degenerata nel giro di poche ore.
Sassaiole e molotov hanno accompagnato la protesta in tutte le grandi città del paese e neppure i luoghi sacri sono stati risparmiati. La polizia ha risposto con lacrimogeni e manette. Il bilancio attuale di un morto, ventuno agenti feriti ed oltre 300 arresti è assolutamente provvisorio e destinato a crescere se non verrà effettuato un passo indietro.
Il primo ministro Youssef Chaned addita la responsabilità dei disordini a contrabbandieri e corrotti eppure in piazza si lotta per il pane. Paradossi di uno scenario in cui risulta complicato stabilire torti e ragioni.

Di Giovanni Sofia