L’Etiopia blocca le adozioni dall’estero

La legge porterà allo stop delle adozioni per permettere l'assistenza ai bambini in patria. Forti le critiche interne

Il sogno di cento famiglie italiane di adottare un bambino dall’Etiopia sembra purtroppo destinato ad infrangersi. Il Parlamento di Addis Abeba ha infatti approvato una legge che prevede il bando delle adozioni dall’estero, per permettere ai piccoli di ricevere cure ed assistenze in patria. Il provvedimento ha suscitato forti critiche, soprattutto dall’interno: i parlamentari che si sono opposti hanno infatti evidenziato come i centri di assistenza in Etiopia non siano abbastanza e non abbiano i mezzi per affrontare adeguatamente la situazione.

bambini etiopiaLa decisione era però nell’aria: già a novembre, la Commissione adozioni internazionali aveva invitato i sette enti italiani accreditati a non avviare nuove procedure per le adozioni.

La scelta di approvare questa legge è stata motivata dalle preoccupazioni sui maltrattamenti dei bambini da parte delle famiglie di arrivo: nel 2011 l’uccisione negli Stati Uniti di una tredicenne etiope, cui è seguita la condanna della madre adottiva per omicidio ed abusi portò a forti proteste nel paese, e ad una riduzione del 90% delle adozioni per l’estero in quell’anno.

L’Etiopia è uno dei paesi da cui provengono la maggior parte dei bambini adottati nel mondo: solo nel 2016, 300 famiglie italiane hanno accolto 366 piccoli nati nel paese africano. Negli Stati Uniti, un bambino adottato su cinque è etiope. Non è ancora chiaro se il provvedimento colpirà solo le nuove domande o anche quelle già avviate. Ma se è vero che difficilmente il paese potrà prestare adeguata assistenza a chi ne ha bisogno, la legge porterà ad una duplice sconfitta: per le famiglie che sognano un figlio, e per i bambini stessi.

 

Nicolò Delvecchio

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