Renzi, De Benedetti e le banche popolari


La pubblicazione su alcuni giornali di un’intercettazione secretata ha rinfocolato le accuse di insider trading innescate dalla riforma delle banche popolari.


I quotidiani La Stampa, Il Corriere della Sera e Il Fatto Quotidiano oggi hanno pubblicato i contenuti di una conversazione telefonica intercettata tra l’imprenditore Carlo De Benedetti e un suo referente nel campo degli investimenti finanziari, Gianluca Belongo, secondo cui l’ex presidente del gruppo editoriale L’Espresso avrebbe saputo in anticipo della riforma degli istituti di credito popolare, e ne avrebbe tratto vantaggio investendo 5 milioni di euro in una serie di banche attraverso una delle sue controllate, la Romed spa. Gli investimenti avrebbero fruttato all’ingegnere circa 600 mila euro di plusvalenze, grazie all’impennata del valore delle azioni a seguito della firma del decreto governativo che eliminava il meccanismo del voto capitario per le banche popolari (una o mille azioni corrispondevano comunque ad un solo voto nell’assemblea dei soci).

Matteo Renzi (S), con Carlo De Benedetti in una foto di archivio datata 6 giugno 2013. ANSA/MAURIZIO DEGL' INNOCENTI
Matteo Renzi (S), con Carlo De Benedetti in una foto di archivio datata 6 giugno 2013. ANSA/MAURIZIO DEGL’ INNOCENTI

Nell’intercettazione, che è arrivata nella disponibilità della stampa in quanto parte del fascicolo che la Procura di Roma ha consegnato alla Commissione d’inchiesta sulle banche, De Benedetti dice a Bolengo: “Faranno un provvedimento. Il governo farà un provvedimento sulle Popolari per tagliare la storia del voto capitario…una o due settimane”. Interrogato dal suo interlocutore sulla certezza del provvedimento o meno De Benedetti si sbilancia: “passa, ho parlato con Renzi ieri, passa”. Sulla vicenda la Procura di Roma, che aveva fatto partire un’inchiesta a seguito di una segnalazione della Consob su investimenti sospetti nel periodo della riforma, ha chiesto l’archiviazione perché a suo tempo sia Renzi che De Benedetti, entrambi ascoltati dai pm romani, hanno sì confermato di aver avuti colloqui privati tra di loro in quel periodo, ma di non aver mai approfondito la questione delle banche popolari nelle sue tecnicalità. Questa mattina il segretario del Partito Democratico, intervenendo nella trasmissione radiofonica Circo Massimo, ha detto che alcune anticipazioni sul progetto del governo, risalente al gennaio 2015, erano note in quanto pubblicate in un articolo dell’Ansa. Sulla richiesta d’archiviazione da parte della Procura il giudice non si è ancora pronunciato, e sarà da valutare il tipo di rilevanza che verrà data all’intercettazione in oggetto.

Luca Roberto