Neve e caldo: poli opposti di un pazzo inverno italiano

Temperature da record in diverse città e all’orizzonte non sono previsti bruschi cali

Maniche corte a Roma mentre le immagini del Sahara sotto la neve incantano e lasciano con il fiato sospeso. Istantanee di un inverno anomalo dove il caldo è la regola e le temperature basse una desiderata eccezione.

Un'immagine di Sestriere ricoperta dall'abbondante manto nevoso caduto nelle ultime ore sulla località turistica, 9 gennaio 2018. Migliora il tempo sul Piemonte da giorni interessato da pioggia e neve. Come anticipato dalle previsioni dell'Arpa, le precipitazioni che nelle scorse ore erano diminuite di intensità si stanno esaurendo. Dopo 48 ore non nevica più al Sestriere, dove la situazione resta critica per gli oltre due metri raggiunti dal manto nevoso. ANSA/ALESSANDRO DI MARCO
Sestriere, 9 gennaio 2018.
ANSA/ALESSANDRO DI MARCO

Normale, dato il periodo, è vedere i paesi alpini tinti di bianco, fare i conti con i disagi tipici del freddo, un po’ meno riscontrare diciotto gradi a Trieste. Appunto, un record. La situazione è destinata a mutare ma, fanno sapere gli esperti, non sono previsti sconvolgimenti, almeno nel breve periodo. Correnti fresche di maestrale dal nord Atlantico nei prossimi giorni faranno scendere la colonnina di mercurio che, comunque, non precipiterà. In montagna, senza il gelo ed un adeguato strato di ghiaccio, permane un elevato rischio di valanghe.
Diverso il discorso piogge. Un violento temporale si è abbattuto ieri nel grossetano ed oggi intense precipitazioni si attendono anche nell’Italia meridionale: reale il pericolo di frane.
Scenari opposti all’estero: gli Stati Uniti battono i denti, Sidney suda sotto 47,8°, polverizzato il primato del 1939.

condividi