Il magma sotterraneo fa ballare l’appennino meridionale

La scoperta, pubblicata sulla rivista Science Advances, spiegherebbe la reale causa dei terremoti tra Molise e Campania

Sorgenti di magma e gas. Sarebbe questa la causa dei terremoti nell’Appennino meridionale. La scoperta degli scienziati dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia dell’Università di Perugia ribalta le precedenti convinzioni e, inevitabilmente, preoccupa. Tra Molise e Campania orientale, le scosse si facevano risalire alle fratture della crosta terrestre ed alle spinte provocate dalla pressione accumulata.

Nella cartina il luogo in cui, nell'Appennino meridionale, è stata individuata una sorgente magmatica che può generare terremoti "di magnitudo significativa" e più profondi rispetto a quelli finora registrati nell'area. La scoperta, pubblicata sulla rivista Science Advances, e' dell'Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) e dal del Dipartimento di Fisica e Geologia dell'Università di Perugia. Roma, 9 gennaio 2017. ANSA/ US INGV +++ NO SALES - EDITORIAL USE ONLY +++
riproduzione della sorgente magmatica Roma, 9 gennaio 2017. ANSA/ US INGV +++ NO SALES – EDITORIAL USE ONLY +++

Non è così, come spiega Francesca Di Lucio, capofila del gruppo di ricerca: “Studiando una sequenza sismica anomala, avvenuta nel 2013-2014 nell’area Sannio – Matese con magnitudo 5, abbiamo scoperto che questi eventi sono innescati da una risalita di magma tra i 15 ed i 25 chilometri di profondità”. Dall’analisi delle onde, poi, arriverebbe l’ulteriore conferma: eccessiva la simmetria con gli ondulamenti registrati nelle zone vulcaniche.
C’è poco da stare sereni dunque, perché, proseguono gli esperti, quello spicchio d’Italia ha mostrato in diverse occasioni segnali di instabilità e, come se non bastasse, il potenziale non è stato del tutto espresso.

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