Bruxelles, attentato sventato: «I jihadisti esistono ancora»


Nuovo attacco terroristico di matrice islamista nella capitale belga, ma questa volta i militari sono intervenuti appena in tempo. L’attentatore, morto nello scontro a fuoco con gli uomini della sicurezza, aveva cintura e borsa esplosive


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Ancora un attentato al cuore dell’Europa. Questa volta, per fortuna, sventato. Appena in tempo. Poco dopo le 21 di ieri, all’interno della stazione centrale di Bruxelles, si sono susseguite una piccola esplosione e alcuni colpi d’arma da fuoco. A provocare la deflagrazione un 36enne di nazionalità marocchina che indossava una cintura esplosiva, individuato e abbattuto dagli agenti della sicurezza belgi subito prima che accadesse l’irreparabile. La procura federale di Bruxelles ha fatto sapere in seguito di avere aperto un fascicolo sul caso per terrorismo, senza però rivelare ulteriori dettagli sull’attentatore, rimasto ucciso nel tentato attacco.

Secondo le prime ricostruzioni l’uomo, in camicia bianca e pantaloni neri, è entrato nell’atrio della Gare Centrale della capitale belga verso le 20:45 di ieri. Ma deve avere attirato in qualche modo su di sé i sospetti i militari presenti sul posto, che lo hanno avvicinato. È stato in quel momento che, forse accortosi di non avere scampo, l’attentatore ha fatto detonare una borsa che aveva con sé, contenente chiodi e bombolette di gas. L’esplosione però non ha causato grossi danni. Gli uomini presenti sul posto hanno risposto aprendo il fuoco e l’uomo, che ha gridato «Allah akbar», Dio è grande, è stato abbattuto. Secondo altri testimoni, l’uomo avrebbe anche urlato «I jihadisti esistono ancora». Inizialmente si era parlato di complici in fuga, tesi poi smentita dalla polizia, che ha anzi tranquillizzato la popolazione affermando di avere ripreso il completo controllo della situazione già nella tarda serata. Le autorità ritengono si sia trattato di un episodio isolato. In seguito sono intervenuti gli artificieri, che hanno fatto brillare la cintura esplosiva indossata dall’attentatore.

Il panico però si è subito diffusa per tutta la capitale belga. Il ricordo dell’attacco terroristico del 22 marzo dello scorso anno, quando a essere colpiti furono l’aeroporto di Zaventem e la stazione Maelbeek della metropolitana, è ancora vivo. All’interno della stazione, dove il terrorista ha tentato di farsi esplodere, sono state numerose le persone che hanno cercato di scappare anche attraverso i binari. La circolazione ferroviaria è stata interrotta per diverse ore e la stazione evacuata per ragioni di sicurezza. Paura anche nella vicina Grand-Place, la pittoresca piazza centrale della capitale belga, da dove la gente è sparita nel giro di una manciata di minuti. Molti locali hanno invitato i propri clienti a rimanere al chiuso e non sostare nei dehors.

Testimoni del fallito attentato alla stazione centrale anche gli alunni di una scolaresca italiana di 25 alunni, provenienti da diversi istituti del Molise: Pagano di Campobasso e Scarano di Trivento, in provincia di Campobasso, Cuoco, Majorana Itis di Isernia e Giordano di Venafro, in provincia di Isernia. I ragazzi, tutti tra i 17 e i 18 anni, si trovavano a Bruxelles perché invitati oggi per l’intera giornata all’Europarlamento, come premio per il concorso Eu Tube, organizzato dalla Commissione Europea. «Avevamo lasciato l’hotel, nei pressi della stazione, per raggiungere il ristorante. Una volta dentro, la notizia dell’esplosione ha mutato il volto della serata», racconta Mariella Spaziano, giornalista dell’Ansa e accompagnatrice della scolaresca in Belgio. Non è stato facile gestire il panico dei ragazzi. «Prima siamo rimasti bloccati nel ristorante poi ci siamo spostati nella zona del Parlamento, all’aperto, dove c’erano le forze dell’ordine. La stazione e l’area limitrofa sono state chiuse. Per raggiungere l’hotel non ci hanno fatto passare dalla stazione». Ragazzi e accompagnatori sono poi riusciti a rientrare nell’albergo in cui alloggiano verso la mezzanotte. Per loro, rimarrà solo un brutto ricordo.

Resta massima l’allerta terrorismo in tutto il Paese. Questa mattina è stata evacuata la stazione centrale di Namur, capoluogo della Vallonia, per via di un bagaglio sospetto. Le operazioni di accertamento sono tuttora in corso.