Siria, sale la tensione con Mosca: «Caccia Usa nel mirino»


Dopo l’abbattimento di un aereo militare siriano da parte degli Stati Uniti, Mosca strappa l’accordo con Washington che prevedeva la collaborazione tra le due superpotenze nei cieli del Paese mediorientale. L’incidente militare potrebbe essere dietro l’angolo


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È un risiko sempre più complesso quello che i grandi del mondo giocano sullo scacchiere della Siria. Dopo l’abbattimento di un caccia militare siriano da parte delle forze statunitensi, avvenuto domenica presso la località di Tabqa, a sud di Raqqa, la Russia mostra i denti. In risposta a quella che le forze fideli al regime di Bashar al-Assad considerano una provocazione della nuova America di Trump, Mosca ha fatto sapere di aver sospeso il memorandum per la prevenzione degli incidenti e la sicurezza dei voli militari nei cieli della Siria, firmato con la coalizione anti-Isis il 20 ottobre 2015.

Non solo. Il Cremlino passa alle minacce: «Qualunque oggetto aereo, inclusi i jet e i droni della coalizione internazionale, identificato a ovest dell’Eufrate, sarà seguito dai mezzi antiaerei russi, sia terrestri sia aerei, come bersaglio aereo nelle aree in cui l’aviazione russa è in missione di combattimento nei cieli siriani». A dichiararlo è stato il ministero della Difesa russo. Il che vuol dire che un incidente militare tra l’aviazione americana e quella russa è potenzialmente dietro l’angolo. Con tutte le conseguenze che un fatto di questa portata potrebbe causare.

Sembra terminare, così, la cooperazione tra i due maggiori attori militari in un Paese, la Siria, in cui la pace è ancora di là da venire. Subito dopo l’abbattimento del jet siriano, Damasco aveva tuonato contro Washington. «È una flagrante aggressione che dimostra la reale posizione degli Stati Uniti a sostegno del terrorismo», aveva dichiarato il comando generale delle forze siriane. Per la Russia, che in Siria persegue obiettivi strategici divergenti da quelli della coalizione internazionale a guida Usa, «l’attacco è l’ulteriore passo verso un’escalation pericolosa».

L’accordo di cooperazione tra Washington e Mosca, d’altra parte, è sempre stato fragile. Già lo scorso aprile il memorandum era stato sospeso, dopo che gli Stati Uniti avevano compiuto un raid con 59 missili su una base dei governativi siriani, in risposta a un attacco con armi chimiche condotto da Assad sulla popolazione civile, che aveva causato decine di vittime.

Secondo l’Associated Press, però, il generale americano Joseph Dunford, a capo del Joint Chiefs of Staff, ha dichiarato che gli Stati Uniti stanno già lavorando per recuperare i rapporti con la Russia. L’obiettivo è ristabilire un canale di comunicazione affidabile e riattivare quanto prima il meccanismo di sicurezza.