Shimon, il robot compositore che suona la marimba


Creato ad Atlanta, negli Stati Uniti, l’androide è riuscito a comporre la sua prima melodia e a suonarla con il suo strumento preferito


Ci sono voluti anni di studio, ma alla fine ce l’ha fatta: è riuscito a comporre la sua prima musica.

shimon

Shimon è un robot che suona la marimba, uno strumento a percussione simile a uno xilofono. Dopo tanta gavetta è riuscito a creare una melodia propria.

Shimon è stato creato da Gil Weinberg, direttore del Georgia Tech’s Center for Music Technology, ad Atlanta, e – a differenza dei musicisti umani, è facilitato tecnicamente dall’avere quattro braccia e otto bastoni. È con quelle che scrive e suona, grazie al deep learning e all’intelligenza artificiale che i ricercatori gli hanno donato. Ma non basta quella, come ogni musicista che si rispetti, Shimon ha dovuto studiare, e studiare molto.

Quasi 5mila le composizioni su cui il robot ha imparato l’arte delle 7 note: pop, rock, classica e jazz. Da Lady Gaga a Beethoven, passando per Beatles e Miles Davis. Basi su qui Shimon ha lavorato per costruire la sua prima melodia, che non ha ancora un nome ma si può ascoltare su YouTube.

Intanto Shimon ha già fatto qualche apparizione pubblica, come quella all’Aspen Idea Festival in Colorado. Le sue prime composizioni durano lo spazio di un attimo; Shimon sembra sostenere una certa idea di minimalismo sonoro, un po’ Brian Eno, un po’ Philip Glass.

Ma i risultati non sono gli stessi. Le sue canzoni sono lunghe circa 30 secondi, in un mix di classica e jazz che però sembrano più che altro successioni un po’ sconclusionate di note. Il progetto è ampio, e l’esperimento socio-scientifico riuscito.

shimon1Mason Bretan è lo studente che ha accompagnato il robot nel suo processo: «Quando suoniamo o ascoltiamo la musica, non pensiamo alla nota successiva».

«Un artista ha una visione d’insieme del pezzo. Shimon sta raggiungendo una semantica musicale di alto livello. Piuttosto che pensare nota per nota, ha un’idea più grande di quello che vuole suonare nel suo complesso».

Sarà, ma ancora c’è tanto lavoro da fare, per Shimon, il robot cresciuto a pane e musica che compone melodie, che però, un po’ come le poesie del suo collega androide Xiaoice, non sono un granché.