Parigi: fermati i familiari dell’attentatore


Nelle ultime ore la polizia ha posto in stato di fermo la moglie, il fratello, la cognata e il padre di Adam Lofti Djaziri, protagonista dello schianto di ieri sugli Champs-Elysées


Sono quattro i familiari di Adan Lofti Djzairi, l’autore che ha fatto ripiombare Parigi nella paura dopo le elezioni amministrative, posti in stato di fermo dalla polizia francese nelle ultime ore. La moglie, la cognata e il fratello sono stati fermati ieri sera durante una perquisizione a casa dell’attentatore. Il padre del trentunenne francese, qualche ora più tardi, in casa propria.

Lofti, nato  nel 1985 ad Argenteuil, nella banlieue parigina, da padre tunisino e madre polacca, è l’unica vittima della vicenda. Schedato dagli 007 tunisini e francesi ma con regolare porto d’armi, secondo i media locali era solito tornare in Tunisia per mantenere stretti rapporti con il gruppo terroristico Ansar Al Sharia.

La dinamica – Djzairi, già segnalato con la lettera S degli individui a rischio, si è schiantato in maniera volontaria con la sua Renault Megane contro un furgone della Gendarmeria di pattuglia sul Rund-Point degli Champs-Elysées. Al momento dell’impatto nella camionetta c’erano otto agenti, tutti illesi. Ancora da chiarire le cause del decesso. Per il Parisien, gli agenti hanno cercato di estrarre il conducente dell’abitacolo in fiamme, ma le gravi lesioni riportate ne hanno causato la morte qualche minuto più tardi. Per altri media il decesso sarebbe stato causato dal fuoco difensivo degli agenti.

Il ministro dell’Interno Gérard Collomb ha confermato l’alto livello di sicurezza, calcando ancora la mano sulla necessità di varare la nuova legge antiterrorismo promessa dal presidente Emmanuel Macron. «Ancora una volta le forze di sicurezza in Francia sono state colpite con questo tentativo di attentato sugli Champs-Elysées. Nell’auto c’erano un certo numero di armi ed esplosivi che avrebbero dovuto consentire di far esplodere il veicolo».