Corea del Nord: è morto Otto Warmbier


Lo studente americano, condannato a quindici anni di carcere con l’accusa di aver rubato un poster propagandistico, era appena stato riportato negli Stati Uniti in gravissime condizioni di salute. Condanna da parte dell’Amministrazione Trump


 

 

ottowarmbier

Otto Warmbier, lo studente americano ventiduenne prigioniero per diciassette mesi in Corea del Nord e recentemente riportato negli Stati Uniti grazie all’intervento dell’amministrazione Trump, è morto ieri. Lo hanno annunciato i genitori, Fred e Cindy, che hanno parlato di un decesso dovuto ai maltrattamenti e alle torture inflittegli dai nord coreani. I dottori del centro medico dell’Università di Cincinnati, dove Warmbier era ricoverato, hanno affermato che il ragazzo soffriva dei postumi di un arresto cardio-polmonare e che tutte le aree del suo cervello avevano riportato danni significativi. I medici non hanno riscontrato segni di abusi o torture sul corpo di Warmbier.

Lo studente americano, che si trovava in Cina alla fine del 2015, aveva accettato di partecipare a un tour di gruppo, lungo cinque giorni, della Corea del Nord con l’associazione Young Pioneers Tour. Altri dieci americani avevano preso parte al viaggio organizzato. Poco prima di ripartire dall’aeroporto di Pyongyang, nel gennaio 2016, Warmbier era stato arrestato e accusato di aver rubato, dall’hotel in cui soggiornava, un poster propagandistico del regime. Un’accusa molto seria che gli era costata, dopo un processo durato un’ora, una condanna a quindici anni di carcere. Il ragazzo aveva confessato di aver commesso il furto perché un amico, negli Stati Uniti, gli aveva proposto diecimila dollari in cambio dell’oggetto e perché la sua famiglia soffriva di problemi economici. Quanto confessato dallo studente non è verificabile al di la di ogni ragionevole dubbio, a causa della non democraticità degli standard processuali nordcoreani. I genitori di Warmbier hanno negato che questa storia possa essere vera e parlano di fabbricazione per arrestare il figlio per motivi politici.

Il presidente Trump, dopo aver confermato, venerdì, che la sua Amministrazione si era molto spesa per riportare lo studente americano a casa, ha rilasciato alcune dichiarazioni sulla morte del giovane. Ad un evento alla Casa Bianca il Presidente ha parlato della Corea del Nord come di un regime brutale che gli Stati Uniti riusciranno a gestire. In seguito, in una nota scritta, Trump ha affermato che la morte di Warmbier rafforza la determinazione della sua Amministrazione nel prevenire che qualcosa di simile avvenga ad altre persone innocenti nel mondo per mano di regimi dittatoriali. Il senatore repubblicano John Mc Cain ha accusato Pyongyang di aver assassinato Warmbier.

Non è la prima volta che cittadini americani vengono arrestati e condannati a lunghe pene detentive in Corea del Nord. Al momento, nelle carceri di Pyongyang, sono presenti altri tre detenuti statunitensi.

Kim Dong Chul, arrestato nell’aprile 2016 e condannato a dieci anni di lavori forzati con l’accusa di aver compiuto atti di spionaggio per conto della Corea del Sud. Ma Young-ae, una rifugiata nordcoreana che vive a New York, ha detto che Kim Dong Chul, che aveva incontrato nel 2007, era, ai tempi, un missionario che distribuiva materiale religioso in Corea del Nord.

Kim Sang Duk, professore di contabilità all’Università di Scienza e Tecnologia di Pyongyang, accusato di aver compiuto atti ostili per rovesciare il regime di Pyongyang. Secondo l’agenzia di stampa sudcoreana Yonhap Sang Duk era probabilmente coinvolto nel settore dell’aiuto umanitario nel Paese. Questo potrebbe aver attirato i sospetti delle autorità nordcoreane.

Kim Hak Song, professore di sviluppo agricolo all’Università di Scienza e  Tecnologia di Pyongyang, anch’egli accusato di atti ostili. Di Hak Song si sa che è pastore presso la chiesa evangelica Oriental Mission di Los Angeles.