Iraq, Siria: il punto sull’evoluzione del conflitti


L’Isis, sotto pressione su diversi fronti, continua a perdere terreno nei due Paesi mediorientali. A Mosul si combatte per il controllo della Città Vecchia, mentre i jihadisti continuano a occupare buona parte di Raqqa, in Siria


 

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Lo Stato Islamico, seppur indebolito, resiste alle offensive dei suoi numerosi nemici. In Siria l’esercito di Bashar al-Assad, le milizie curde, i ribelli più moderati e gli Stati Uniti e la Russia attaccano i jihadisti su tutti i fronti. In Iraq le truppe del governo centrale e le milizie sciite sono prossime a liberare Mosul e guadagnano terreno in altri luoghi. Ecco la situazione sul campo.

Iraq

Asserragliati nella città vecchia di Mosul, un dedalo intricato di palazzi e stradine, i guerriglieri dell’Isis continuano a frenare i progressi dell’esercito di Baghdad che, da ottobre a oggi, ha riconquistato quasi tutta la ormai ex capitale del Califfato iracheno. I jihadisti si nascondono tra le case dove continuano a vivere, in condizioni disperate e spesso forzatamente, decine di migliaia di persone. Gli interventi dall’aria, condotti dalle forze americane, hanno causato numerosi morti tra i civili. Proprio ieri è stata annunciato l’inizio di un’operazione militare volta a riconquistare tutte le aree controllate dai miliziani in città. Ai jihadisti è stato detto di arrendersi o prepararsi a morire. Ai civili è stato chiesto di evitare gli spazi aperti e di restare nascosti nelle case, perché l’attacco avrà luogo da tutte le direzioni. La caduta di Mosul significherebbe la fine del Califfato in Iraq. Resterebbero nelle mani dei radicali islamici solo la città di Tal Afar e di Hawija, con alcune aree rurali nei loro dintorni. E una vasta fascia di territorio desertico lungo il confine con la Siria.

Siria

Giornata interlocutoria sul fronte di Raqqa, la capitale siriana del Califfato, circondata da nord, ovest e est dalle forze curde appoggiate dagli americani. I curdi, nei giorni scorsi, hanno compiuto i maggiori progressi sull’asse orientale. Oggi due offensive da parte dell’Isis, a cui i miliziani filo-americani hanno opposto resistenza. Nelle campagne della provincia di Aleppo e di Raqqa continuano ad avanzare le forze lealiste di Bashar al-Assad che, con una progressione lenta ma costante, hanno ripreso molti dei territori dell’Isis in quelle aree. Fondamentale si è rivelato l’appoggio dell’aviazione di Mosca, che, nel giro di pochi mesi, ha evitato un crollo totale del governo siriano. Con il progressivo indebolimento dei jihadisti, si è scatenata una vera e propria corsa tra lealisti, curdi e ribelli moderati per accaparrarsi più territorio possibile e migliorare il proprio status politico.

Annunciata, dal ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov, la ripresa dei colloqui di pace di Astana per cercare di giungere a una risoluzione del conflitto siriano. Il 10 luglio, nella capitale kazaka, si ritroveranno, per partecipare all’iniziativa russa, esponenti governativi e dei ribelli. Lo stesso giorno riprenderanno, a Ginevra, i colloqui di pace mediati dalle Nazioni Unite. Si sta discutendo se far svolgere le due iniziative contemporaneamente o meno. Resta da vedere se dai colloqui deriveranno progressi effettivi.