Attentati e Brexit: l’Inghilterra si scalda per il voto


Laburisti e conservatori si sfidano a suon di accuse e parole taglienti. Il voto di giovedì sarà condizionato dagli attacchi terroristici degli ultimi mesi e stabilirà le sorti del divorzio tra Londra e l’Europa


may corbynIn Inghilterra l’attentato di sabato sera è diventato il punto di scontro che consegnerà il Paese o ai laburisti o ai conservatori. Non è sceso il riserbo dopo l’attacco terroristico di Londra, il terzo in un mese, e questa campagna elettorale si sta giocando fino all’ultima vittima. «I tagli alla polizia hanno aperto falle nella sicurezza» accusa Jeremy Corbyn, «May dovrebbe dimettersi».

Il premier britannico è stato chiamato in causa non solo per il suo attuale mandato, ma anche per l’incarico precedente, i sei anni passati al ministero degli Interni, il principale responsabile della sicurezza nazionale. Theresa May ha risposto con un comizio in cui nega le sue responsabilità: «Le risorse all’antiterrorismo non sono state tagliate e io ho aumentato i poteri della polizia», commenta in evidente imbarazzo ed evita di rispondere ai giornalisti che le citano una sua famosa battuta quando la polizia protestava per i tagli: «Gridate al lupo al lupo» commentava l’allora ministro degli Interni.may

Il lupo ora è arrivato e la chiamata alle urne, voluta da Theresa May per l’8 giugno, potrebbe sancire il trionfo dell’attuale premier o passare alla storia come la vittoria del laburista Jeremy Corbyn. Esiste anche la possibilità di un esito incerto che potrebbe portare a una coalizione o ad un governo di minoranza. Comunque vada il voto avrà un alto impatto sui negoziati per la Brexit.

Nei suoi discorsi di ieri, la premier aveva chiesto misure speciali contro il terrore dichiarando: «Quando è troppo è troppo». La frase è poi rimbalzata sulle prime pagine di tutti i giornali inglesi e non. I conservatori chiedono leggi più severe, mentre i laburisti danno la colpa ai fondi insufficienti e alla politica dei Tories.

Mancano tre giorni al voto e prevedere come reagirà l’elettorato è difficile. Dopo l’attentato di Manchester molti si aspettavano che Theresa May avrebbe guadagnato nei sondaggi, invece è accaduto il contrario e Corbyn ha continuato a rimontare riducendo il suo distacco nei confronti della leader conservatrice. Ma di fronte a tre attentati in tre mesi, l’opinione pubblica potrebbe ritenere che la soluzione migliore sarebbe non cambiare governo oppure cambiare tutto. Due opzioni altrettanto valide in un clima di terrore.

jeremy-corbyn-1Corbyn punta all’unità, ricorda l’importanza di mantenere la società coesa e multiculturale. Nel suo discorso ha anche criticato il tweet di Trump contro il sindaco di Londra Sadiq Khan, accusato dal presidente degli Stati Uniti di non dare sufficiente importanza alla minaccia terroristica. Il governo May, invece, rimane su posizioni divisive, pronto a fronteggiare il multiculturalismo britannico e ai laburisti che chiedono di pubblicare un rapporto riservato dell’intelligence britannica sui finanziamenti dell’Arabia Saudita a gruppi jihadisti risponde negativamente.

Queste sono le ultime mosse della campagna elettorale che domenica è stata sospesa per breve tempo, infiammata da un astio partitico che non si fermato nemmeno davanti alla paura del Borough Market londinese.