May in calo nei sondaggi, rischio Parlamento appeso


I Tory avanti al 42% non raggiungono la maggioranza assoluta, il Labour avanza ma non sfonda. E dal Financial Times arriva l’endorsement alla premier, «la scommessa più sicura»


ftPer Theresa May non c’è pace. La previsione di un «hung Parliament», un parlamento appeso, è l’ultima delle cattive notizie di un anno da dimenticare per Downing Street. A una settimana dal voto due sondaggi di YouGov, tra i più accreditati istituti demoscopici del Regno Unito, dipingono il partito della premier britannica sempre più in affanno. Secondo l’istituto di ricerca, il margine tra conservatori e laburisti, si è ridotto al 3%. Solo poche settimane fa lo scarto si aggirava intorno al 15-20%. I Tory restano in testa al 42%, ma perdono la maggioranza assoluta dei seggi. Continua ad avanzare il Labour di Jeremy Corbyn che si attesta al 39%, rimanendo la seconda forza del Paese. Un risultato quello del leader laburista oltre ogni aspettativa, migliore rispetto al risultato ottenuto alle urne nel 2015, a quello del 2010 e persino a quello della terza e ultima vittoria elettorale di Tony Blair nel 2005.

Un altro sondaggio, sempre di YouGov, analizza invece la situazione collegio per collegio, quindi più indicativa perché tiene conto del sistema elettorale britannico. Secondo l’Istituto i Tory si aggiudicherebbero 310 deputati ai Comuni, sedici in meno rispetto a quelli necessari per raggiungere la maggioranza assoluta. Uno scenario che porterebbe alla creazione di un «hung Parliament», un Parlamento sospeso, come lo ha definito il quotidiano inglese Times, ossia una situazione di stallo che costringerebbe la premier May a una coalizione difficile, se non impossibile. Sono infatti lontani i tempi del patto Cameron – Clegg del 2010 che suggellava l’alleanza tra i conservatori e gli europeisti LibDem, terzo partito del Regno Unito. Negli ultimi anni si è acuita la differenza ideologica tra i due partiti, rendendo di fatto impraticabile l’ipotesi di un governo di coalizione tra le due forze.

Suona come una magra consolazione per la leader dei Tory il fatto di essere stata indicata come la figura più adatta al ruolo di primo Ministro dal 43% degli intervistati, contro il 30% di Corbyn. Anche in questo caso però lo scarto tra i due tende ad assottigliarsi. Prova a minimizzare la premier, che mette in dubbio l’attendibilità dei sondaggi di YouGov e invita gli elettori a non lasciarsi condizionare. Intanto May incassa l’endorsement del Financial Times. Un giubbotto di salvataggio quello lanciato dal giornale della City nel momento più difficile della campagna elettorale per i Tory. Il Financial Times, che pure non lesina critiche all’esecutivo di May, definisce la premier la «scommessa più sicura» e la leader «meglio posizionata» per traghettare Londra fuori dall’Unione europea.