Il rosso e il viola non vanno in Vaticano, Melania sì


La moglie del presidente Trump e la figlia Ivanka sono state bravissime, o quasi. Sono andate dal Santo Padre, dimostrando di conoscere bene l’etichetta. Ma non è stato sempre così e la storia delle udienze papali lo dimostra. Tra first lady e regine, gli scivoloni di stie davanti ai pontefici


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Questa foto rimarrà a lungo sia nell’iconografia della presidenza Trump, sia in quella del papato di Francesco. Due bellissime donne vestite di nero con il capo coperto. Sembra di essere tornati indietro di alcuni anni o di guardare le foto della nuova collezione di Dolce e Gabbana rigorosamente ambientata in Sicilia. Ma Invanka e Melania si sono limitate, forse con troppo zelo, a seguire il protocollo previsto per le udienze papali.

Innanzitutto, se Bergoglio non avesse cambiato le formalità previste, Melania non avrebbe potuto conoscere il papa, in quanto terza moglie. Il papa ha cambiato solo di recente questa regola e la prima a beneficiarne è stata Juliana Awada, terza moglie del presidente argentino Mauricio Macrì.

Papa Francesco sta introducendo alcuni cambiamenti, ma il dress-code, per quanto meno rigido rispetto ad alcuni anni fa, continua a essere lo stesso.

Ci vuole un abbigliamento adeguato per essere ricevuti dal Santo Padre e le prime ad essere interessate a questo insieme di regole sono le donne. Alcune prescrizioni sono scontate: spalle coperte, gonne mai sopra al ginocchio e scollature morigerate. Per gli uomini sono al bando i bermuda e altamente consigliato l’abito scuro.

Per quanto Bergoglio si stia impegnando nel tentativo di rendere più informale l’accesso al vaticano, per ora fa fede l’etichetta, Ivanka e Melania hanno deciso di seguirla in modo rigido. Hanno indossato un abito nero e coperto il capo. Nessun gioiello in vista per la moglie del presidente mentre la figlia ha deciso di ornare il collo con un morigerato collier di perle.

raissaI colori vietati sono: il viola, in quanto tinta della penitenza che ha un profondo significato liturgico e i toni sgargianti. Nel 1989 Raissa Gorbaceva, moglie dell’allora presidente russo, si presentò davanti a Giovanni Paolo II con un abito rosso, facendo scalpore. Cherie Blair, invece, moglie de primo ministro inglese, andò a incontrare Benedetto XVI vestita di bianco e senza velo, dimostrando di essere piuttosto digiuna di etichetta, perché il bianco è riservato alle regine.

È un privilegio di poche. Sofia di Spagna, Matilde, Fabiola e Paola del Belgio, Maria Teresa di Lussemburgo sono entrate in Vaticano vestite di bianco, facendo uso di quello che, secondo l’etichetta, si chiama “il privilegio del bianco”. Ma questo favore è riservato solo alle mogli di sovrani cattolici. Quindi non alla regina d’Inghilterra, a quelle del Liechtenstein o di Monaco. Fu proprio Charlene, moglie di Alberto di Monaco a infrangere questo tabù, presentandosi in udienza con Papa Ratzinger in abito bianco e corto.

Prince Albert II (L) and Princess Charlene of Monaco(R) pose for photographs along with Pope Francis at the end of a private audience with the pontiff at the Vatican on January 18, 2016. / AFP / FILIPPO MONTEFORTE (Photo credit should read FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)

Melania castigata sotto un copricapo ameno e Ivanka elegantissima e avvolta nei pizzi neri, hanno dimostrato la loro conoscenza in fatto di etichetta. Ma non del tutto: la figlia del presidente si è concessa due fili di perle di troppo, il protocollo ne prevede uno solo.