Motori: se il destino dei piloti colpisce fuori dalla pista


Restano estremamente gravi le condizioni di Hayden, travolto ieri pomeriggio in un incidente in bicicletta. Simili le tragiche fatalità nei casi di Schumacher, Regazzoni e Zanardi


La macchina coinvolta nell'incidente di Hayden
La macchina coinvolta nell’incidente

«Il quadro clinico di Nicky Hayden resta di estrema gravità». L’ultimo bollettino di questa mattina, diramato dai medici dell’ospedale Bufalini di Cesena, lascia ancora col fiato sospeso sulle condizioni di salute del pilota statunitense. L’impatto di ieri contro la Peugeot durante l’allenamento in bicicletta sulla strada provinciale Riccione-Tavoleto è stato fortissimo, desta forte preoccupazione il vasto trauma cranico per il quale non è possibile attualmente procedere chirurgicamente. Ancora una volta a far pensare è quell’ineffabile destino che colpisce gli sportivi nella vita di tutti i giorni. Magari dopo averla scampata grossa a 300 chilometri all’ora su una pista a bordo di un bolide.

Nel 2013 l'incidente di Schumacher in montagna
Nel 2013 l’incidente di Schumacher in montagna

L’ex iridato 2006 di MotoGP lotta per la vita, sono tante le tristi analogie con quanto accaduto a un altro campionissimo dei motori, ormai tre anni e mezzo fa: Michael Schumacher. Il 29 dicembre 2013 un incidente in discesa in un fuori pista con gli sci ha terribilmente sconvolto la vita del tedesco. Da allora il calvario tra il coma, le operazioni e le cliniche lo hanno sottratto all’entusiasmo dei suoi tifosi e degli appassionati. La famiglia mantiene il massimo riserbo sulle attuali condizioni, nulla filtra dall’abitazione svizzera di Glad affacciata sul lago di Ginevra. Tra l’altro appena un mese fa le due ruote, quelle della bicicletta, hanno segnato la tragica scomparsa del ciclista Michele Scarponi, travolto da un furgone sulle strade di casa.

Abbandonate le corse di Formula 1, Alex Zanardi decise invece di non abbandonare i motori. L’esperienza con i cart per lui significa il pauroso incidente del 15 settembre 2001: sul circuito tedesco di Lausitzring perse entrambe le gambe dopo aver rischiato di morire dissanguato a seguito dello scontro a tredici giri dalla fine. All’uscita dai box, Zanardi perse improvvisamente il controllo della vettura mentre sopraggiungevano Carpentier e Tagliani. Quest’ultimo non riuscì ad evitare lo scontro e l’impatto fu violentissimo, tanto da spezzare in due la Reynard Honda del pilota bolognese. Da quel giorno quindici operazioni e un ritorno alle competizioni sia nel paraciclismo (handbike) sia nei motori per il Mondiale Turismo. Nel dicembre 2006 invece un incidente sull’autostrada A1 è costato la vita all’indimenticato Clay Regazzoni, ex pilota di Formula 1 scomparso dopo lo scontro con un tir a bordo della sua Chrysler Voyager. Per sempre ignote le cause dell’impatto mortale all’altezza dello svincolo con la A15 Parma-La Spezia. La giornata era soleggiata, l’asfalto asciutto e la visibilità perfetta. Il destino come avversario che perseguita gli highlander della pista.