In onda 1993, Stefania Craxi: «Rivedrò l’anno del terrore»


Da stasera su Sky il sequel di «1992», serie tv su Tangentopoli. La figlia dell’ex leader socialista: «Guarderò anche questa, ma la prima stagione è stata mal scritta, mal girata e male interpretata»


«Ho visto la prima serie e devo dire che era mal scritta, mal girata e mal recitata. Ma guarderò senz’altro anche la seconda, 1993». Stefania Craxi non ha dubbi, stasera sarà davanti al televisore. Perché su Sky  andrà in onda la prima puntata di «1993 – ogni rivoluzione ha un prezzo», l’attesissimo seguito di «1992», la serie sugli anni di Tangentopoli. La memoria di Stefania, figlia dell’ex presidente del consiglio Bettino Craxi, torna a quegli anni difficili per la sua famiglia, anni in cui un intero sistema politico si sgretolò sotto i colpi delle inchieste giudiziarie. «La prima stagione dava il quadro di un’Italia inutilmente volgare, di una Milano che semplicemente non è mai esistita. Però se gli ideatori della serie hanno paragonato il 1993 al periodo del terrore durante la rivoluzione francese hanno fatto bene, perché è esattamente così che ricordo quegli anni. In quel periodo di ingiustizia, di violenza, di gogna mediatica, migliaia di persone hanno perso l’onore, il lavoro, qualcuno la famiglia e qualcuno anche la vita. Sarebbe ora di riscriverla seriamente quella storia».

Se in «1992», infatti, avevamo assistito all’inizio di quella rivoluzione destinata a travolgere la prima repubblica, è nel ’93 –  Victor Hugo insegna – che si scatena il “terrore”. Giuseppe Gagliardi, alla regia anche in questa nuova stagione: «Il 1993 è l’anno della paura. I nostri personaggi vivono in un’epoca di grande smarrimento, ciascuno di loro deve fare i conti con il proprio lato oscuro e cercare di non soccombere. Un terremoto ha fatto crollare un sistema politico che sembrava inossidabile. La battaglia per il potere è aperta e vede schierati sul campo diversi contendenti».

Il primo episodio si apre proprio con la sera del 30 aprile del 1993, quella delle monetine, quando davanti all’hotel Raphael di Roma andò in scena la versione nostrana, per fortuna edulcorata, dell’assalto alle Tuileries. Quel giorno Craxi affrontò il popolo inferocito con orgoglio e si rifiutò di andarsene passando dalla porta sul retro. Chi invece, la sera prima, aveva avuto l’accortezza di usare l’uscita posteriore per lasciare l’albergo era il suo grande amico e sodale, Silvio Berlusconi. Se in «1992» molti critici avevano lamentato l’assenza del personaggio del Cavaliere, solo “sfiorato” e nominato in qualche episodio, nella seconda serie Berlusconi farà la sua comparsa ufficiale, interpretato da Paolo Pierobon. E non poteva che essere così, in una produzione incentrata su un anno cruciale per i successivi assetti politici del Paese, quando l’imprenditore della tv commerciale intuì che, una volta caduto il vecchio regime, bisognava affrettarsi a occupare il vuoto di potere che si era creato. Non mancheranno, inoltre, altri personaggi al centro di quell’epoca: Vinicio Marchioni interpreta Massimo D’Alema, mentre Antonio Gerardi torna nel ruolo chiave di Antonio Di Pietro.

Accanto alle figure realmente esistite, ci sono i sei personaggi della prima stagione, sempre impegnati nella difficile lotta per la sopravvivenza: Stefano Accorsi, ideatore della serie, è Leonardo Notte, il pubblicitario rampante. Tornano anche l’onorevole leghista (Guido Caprino) e la soubrette del Bagaglino Veronica Castello (Miriam Leone); e poi Bibi, l’ereditiera sbandata che si trova improvvisamente a gestire l’impero del padre defunto (interpretata da Tea Falco) e Luca pastore, poliziotto del pool Mani pulite (Domenico Diele). Nel cast, tra le new entry, c’è Laura Chiatti, che interpreta la nuova compagna di Accorsi. Otto episodi per raccontare sei storie di ambizione e di vendetta. Sullo sfondo uno dei momenti più turbolenti della nostra storia recente. «Un anno di anarchia, di ombre, di attentati e di misteri, ma anche un anno pieno di una straordinaria energia: il caos», come  spiegano gli sceneggiatori Alessandro Fabbri, Ludovica Rampoldi e Stefano Sardo. La serie è un’esclusiva Sky ed è prodotta da Wildside.