Ena, la fabbrica di (tutti) i poteri di Francia


All’École national d’administration hanno studiato il presidente Macron e il premier Philippe. Un istituto fondato da de Gaulle, dove si sono formati anche Chirac e Giscard d’Estaing


enaNe parlava già Napoleone. L’esigenza di istituire una scuola per formare la classe dirigente francese è forte e antica quanto Bonaparte e il suo orgoglio interamente francese.

L’imperatore non fece in tempo a portare a termine questa sua volontà, che come un mantra, una fissazione, rimase tra i corridoi dell’Eliseo e le sale neoclassiche del palazzo Borbone sede dell’Assemblea Nazionale.

Il Fronte popolare perseverò nell’idea di creare una scuola che avesse il compito di formare i futuri amministratori, ma l’idea venne bocciata dal Senato. Nel 1848, il ministro dell’Istruzione Lazare Carnot creò finalmente questa scuola al Collège du Plessis a Parigi, tra le stanze in cui il Regime del Terrore aveva incarcerato molti dei suoi oppositori. La scuola chiuse pochi mesi dopo l’inaugurazione, in seguito alle dimissioni di Carnot.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, l’idea di instaurare una scuola con il compito di formare la futura classe dirigente comincia a prendere forma, con due progetti differenti e paralleli: L’École de cadre d’Uriage, prodotto di Vichy, e l’Institute d’études politiques, che insieme al Centre de hautes études administrative porteranno, finalmente alla creazione di Ena.

L’École nationale d’administration, nasce il 9 ottobre 1945 con un atto istitutivo che porta una firma illustre, quella del generale de Gaulle, allora presidente del Governo provvisorio della Repubblica francese. La decisione doveva sconvolgere la struttura dell’amministrazione francese. Rivoluzionarla una volta per tutte. Alla Francia, de Gaulle stava regalando la possibilità di avere una classe dirigente ben formata con un forte senso dello Stato. «Abbiamo creato la Repubblica degli ingegneri» si congratulerà George Pompidou qualche anno dopo.

Pubblica e selettiva, su tremila candidati oggi ne ammette ottanta, l’Ena avrebbe fornito alla Francia non solo burocrati, ma presidenti, ministri, alte personalità politiche che nelle officine di rue des Saints-Pères numero 56, tra le mura dell’Hotel de la Meilleraye nel quartiere di Saint Germain de Prés, forgiavano il loro senso dello Stato.

Dopo sessant’anni l’Ena è stata trasferita a Strasburgo ed è stata oggetto di critiche da parte di chi nel termine enarca, ossia l’allievo dell’Ena, leggeva l’appellativo dispregiativo tecnocrate. Ma ciò che conta è che l’Enarchia della Repubblica francese è diventata una solida forma di governo insieme alla Sciencepocrazia, gli allievi di un’altra delle Grandes Écoles francesi, SciencePo, l’Istituto di Studi politici di Parigi.

In Francia si studia in queste due scuole e poi, forse, si entra all’Eliseo. La cultura dominante deve essere ben forgiata, fabbricata, scolpita perché non si entra nei palazzi del potere francesi senza un passaporto fondamentale: il senso dello Stato.

L’Ena è entrata talmente nelle profondità della cultura francese da diventare una mini serie tv che racconta la storia di cinque giovani allievi dell’école, animati dalla voglia di cambiamento che si scontrano con la realtà del poter politico.

Valéry Giscard d’Estaing fu il primo presidente formato dall’Ena, poi Jacques Chirac, François Hollande e Emmanuel Macron, i nomi degli enarchi che hanno occupato e occupano il palazzo più importante di Parigi dopo aver studiato tra le aule istituite dal generale de Gaulle.

Con Macron si è arrivati alla totale enarchia, espressa ieri al massimo della sua potenza quando Alexis Kholer, Segretario generale dell’Eliseo ed enarca, ha nominato Édouard Philippe, primo ministro ed enarca, scelto da Emmanuel Macron, neoeletto presidente della Repubblica francese ed enarca, consigliato da Philippe Etienne e Patrick Strzoda, rispettivamente consigliere diplomatico e direttore di Gabinetto ed entrambi enarchi. Il nuovo presidente ha scelto la terza via. Abbandonati gli schieramenti di destra e sinistra ha scelto di battere la strada dell’Ena. Dell’alta formazione politica.

Oggi la Francia ha una forte classe dirigente, o semplicemente basterebbe dire che almeno la Francia, una classe dirigente ce l’ha. La differenza con l’Italia è lampante. Inconcepibile da noi un istituto creato dallo Stato che formi le future cariche dello Stato stesso. In una nazione che rifiuta l’idea di pensiero dominante e di establishment, bollandoli come casta, una scuola di alta formazione come Ena non avrebbe senso. In Francia la classe dirigente esiste, è ben formata e oggi sta dando una grane speranza alla nazione. Che la sua nascita sia da attribuire alla lungimiranza gollista è un dato di fatto.