Francia, il primo ministro è il repubblicano Philippe


Dopo lunghe ore di attesa, è finalmente arrivata la nomina da parte del nuovo presidente francese. Si tratta del sindaco di Le Havre, un neogollista vicino alla gauche


Dopo una mattinata di attesa, Emmanuel Macron ha finalmente nominato il primo ministro della Repubblica francese: Edouard Philippe, deputato dei repubblicani. Neogollista e sindaco di Le Havre, Philippe è un nome che non stupisce, si prevedeva che il primo ministro sarebbe stato nominato tra gli ambienti della destra moderata.

Edouard Philippe rappresenta la droite, ma rincorre la gauche. Durante la campagna elettorale era autore di una rubrica sul quotidiano della sinistra parigina Libération e aveva profetizzato: «Macron dovrà uscire dal faccia a faccia confortevole e istituzionalizzato dell’opposizione destra-sinistra per costituire una maggioranza di nuovo tipo». Macron, il giorno dopo il suo insediamento, l’ha fatto ed è uscito dal dualismo droite-gauche nominando come primo ministro un repubblicano.

Mayor of Le Havre Edouard Philippe prepares to present the candidates for the "La Republique en marche" party ahead of the June parliamentary elections (legislative) on May 11, 2017, in Le Havre, northwestern France. / AFP PHOTO / CHARLY TRIBALLEAU (Photo credit should read CHARLY TRIBALLEAU/AFP/Getty Images)
AFP PHOTO / CHARLY TRIBALLEAU (Photo credit should read CHARLY TRIBALLEAU/AFP/Getty Images)

Figlio di due professori di francesi, suo nonno era uno scaricatore al porto di Le Havre, Philippe, nella sua vita politica, ha sperimentato di tutto. Si avvicinò ad Alain Juppé all’inizio degli anni Duemila, pur definendosi «più liberale di lui». Nel 2010, divenne sindaco della sua città che, dagli anni Novanta, era una roccaforte comunista. Uomo testardo, sicuro di sé, parla tedesco ed è il prodotto delle grandes écoles francesi, proprio come Macron. Pratica boxe e ammira Winston Churchill.

La sua capacità camaleontica è stata il suo successo durante le ultime presidenziali. Edouard Philippe, per le primarie del centro-destra, aveva prima appoggiato Juppé. Poi, aveva prontamente abbandonato François Fillon subito dopo lo scandalo del Penelopegate. Questa sua prontezza politica deve aver pagato perché ora Edouard Philippe è il secondo uomo della Francia.

Non ha sorpreso che Emmanuel Macron abbia scelto un uomo dalle schiere di quella che Philippe definisce «la destra illuminata», ora rimane il grande interrogativo delle legislative. Il primo turno sarà l’11 giugno e non si sa se i Repubblicani, sono sotto la guida di François Baroin, decideranno di passare dalla parte del nuovo presidente francese. Senz’altro è ciò che Macron spera. L’elettorato di destra sarà determinante e la scelta di un premier repubblicano, ma in grado di parlare con la sinistra, potrebbe rivelarsi una strategia vincente.