Legge elettorale, si riparte: ecco cosa vogliono i partiti


Oggi la riunione della commissione Affari Costituzionali. Il Pd punta al maggioritario, Grillo vuole proporzionale con premio di maggioranza, E ora spunta la possibilità di un’intesa tra M5S e Forza Italia


Questa volta sarà diverso, almeno si spera. Dopo gli insuccessi, i rinvii e un immobilismo durato mesi la Camera prova ancora a mettere nero su bianco una nuova legge elettorale. L’uomo del giorno è Andrea Mazziotti di Celso (Civici e Innovatori), presidente della commissione Affari Costituzionali di Montecitorio. È da lui che dovrebbe arrivare nel primo pomeriggio il nuovo testo base sulla legge elettorale, frutto degli incontri dei giorni scorsi con i gruppi parlamentari. Questa mattina il Movimento 5 stelle ha annunciato diUn momento nell'aula della Camera durante la discussione sul Biotestamento

voler votare il testo senza modifiche. Per vedere la luce in tempi brevi, come richiesto dal presidente della Repubblica, la legge elettorale dovrebbe lasciare la commissione e arrivare in aula entro il 29 maggio. Il contingentamento de tempi, previsto dal regolamento della camera, dovrebbe poi garantire l’approvazione entro giugno. Il condizionale non è un eccesso di prudenza.

Partito democratico fra tedeschi e grillini. La posizione ufficiale del partito di maggioranza è quella espressa dal segretario Matteo Renzi domenica scorsa: «Accetteremo qualsiasi proposta». In realtà il cuore del redivivo rottamatore batte per un sistema dalle forti tinte maggioritarie, come conferma il ministro Graziano Delrio. L’ipotesi alla quale il Pd pensa da tempo è il sistema alla tedesca. Metà dei seggi vengono distribuiti con l’elezione in seggi uninominali, l’altra metà sono attribuiti con un proporzionale con listini corti. Soglia di sbarramento al 5% sia alla Camera che al Senato. Un sistema che ricorda da vicino il Mattarellum e che giocherebbe a favore dei partiti più grandi, spingendo i piccoli a coalizzarsi. Un proposta che incontra il favore di larga parte di Forza Italia e che proprio per questo mette in allarme il Movimento 5 stelle, con il deputato Danilo Toninelli che, dopo le aperture dei giorni scorsi, torna a parlare di “Nazareno bis”.

Il M5s e l’Italicum “corretto”. «La legge elettorale vogliamo scriverla con il Pd», il nuovo corso del Movimento 5 stelle inizia dalla frase di Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera. Un intenzione vaga, generica, proprio come quella del suo omologo democratico. Nonostante le aperture su entrambi i fronti la diffidenza è palpabile. Nessuno vuole essere ricordato dagli elettori come quello che ha impedito l’approvazione della legge elettorale, specialmente in caso di elezioni anticipate. Così anche i grillini hanno dovuto cedere. La bandiera sventolata dai grillini è quella dell’Italicum corretto dalla Corte Costituzionale, in gergo politico è il “Legalicum”. Attualmente questa legge fortemente proporzionale, con premio di maggioranza per chi raggiunga il 40%, vale solo per la Camera. L’idea è estenderlo anche a palazzo Madama, con o senza ritocchi in senso maggioritario. La posizione grillina incontra il favore di vasta parte dell’emiciclo parlamentare: da Fratelli d’Italia agli scissionisti di Bersani, dalla Lega a Sinistra Italiana, fino a parte di Forza Italia.

Proporzionale: l’ultima tentazione di Silvio. Sono giorni e ore convulse per Forza Italia e soprattutto per il suo patron. Silvio Berlusconi, l’uomo del maggioritario e della legge passata alla storia come 1457272575-berlusconiPorcellum, alla fine ha scelto di uniformarsi alla proposta dei grillini. Una scelta che ha creato non pochi mal di pancia all’interno del suo partito. La fronda guidata da Paolo Romani non ci sta, preferirebbe puntare su un sistema maggioritario in gradi di consolidare il rapporto di Fi e dell’esuberante alleato Matteo Salvini. Proprio il rampante segretario padano, invece, è alla base della scelta di Berlusconi, poco incline a dividere il potere, men che meno a lasciarselo soffiare da sotto il naso. In queste ore i vertici di Forza Italia sono riuniti a Palazzo Grazioli.