Blitz dei Nas, in arresto 19 medici e manager farmaceutici


Le accuse della Procura di Parma: «Corruzione e truffe per favorire le aziende»


Il Procuratore della Repubblica di Parma illustra l'operazione Pasimafi (Foto racas)
Il Procuratore della Repubblica di Parma illustra l’operazione Pasimafi (Foto racas)

Un’organizzazione criminale di cui facevano parte dirigenti medici e manager del campo farmaceutico, per pilotare quello che per loro era diventato il «business» delle cure palliative e della terapia del dolore. È quanto ha scoperto la Procura della Repubblica di Parma grazie ai carabinieri del Nas.

In seguito a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip della città emiliana, le forze dell’ordine hanno arrestato 19 persone, tra medici e imprenditori nel settore farmaceutico. L’organizzazione scoperta è molto più estesa: il bilancio dell’operazione in corso da stamattina, battezzata «Pasimafi», è di 75 persone indagate, 17 aziende farmaceutiche italiane ed estere coinvolte in attività illecite, due società e 500.000 euro sequestrati. Al vertice del «vasto sistema di corruzione e riciclaggio», secondo il pm della Procura di Parma Giuseppe Amara, ci sarebbe Guido Fanelli, 62 anni, direttore dell’unità di anestesia, rianimazione e terapia antalgica dell’Università di Parma.

Fanelli, ora agli arresti domiciliari, è un luminare della terapia del dolore, e avrebbe favorito alcune industrie farmaceutiche, ricevendo in cambio denaro, immobili e anche uno yacht, il «Pasimafi», da cui prende il nome l’inchiesta. Sarebbe stato lui a creare nel 2015 due società di comodo per il riciclaggio di denaro illecito, sequestrate nell’operazione, insieme a mezzo milione di euro. Sono in corso da stamattina anche 52 perquisizioni nelle abitazioni dei professionisti coinvolti. Pesanti i reati contestati: «Associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e al riciclaggio, attuata nel campo della sperimentazione sanitaria e nella divulgazione scientifica, per favorire le attività commerciali di imprese farmaceutiche nazionali ed estere, attraverso la commissione di abuso d’ufficio, peculato, truffa aggravata e trasferimento fraudolento di valori». Accuse che risultano più gravi perché Guido Fanelli, principale indagato dell’inchiesta, è stato consulente del governo per la legge 38 sulla terapia del dolore e le cure palliative, e presidente della Commissione istituita sul tema dal 2008 al 2015 dal Ministero della Salute.

A riguardo Beatrice Lorenzin, ministro della Salute, ha commentato: «Stiamo seguendo lo sviluppo dell’inchiesta con grandissimo sgomento, perché si tratta di uno dei settori più delicati che riguardano il fine vita delle persone. I capi di imputazione sono gravissimi, ci atteniamo a quello che la Procura farà nei prossimi giorni». E ha preso le distanze dal professionista al centro dell’inchiesta : «Il professor Fanelli non è più a capo della Commissione della terapia del dolore dal 2015. Cercheremo come Ministero di fare il possibile per continuare queste azioni per noi prioritarie».