Roma, ambulante senegalese muore durante un blitz dei vigili


«Un malore», dicono forze dell’ordine e testimoni oculari. «Investito», denunciano alcuni connazionali. Nella capitale e a Milano controlli a tappeto: tra sostegno e proteste


Dramma a Roma durante un blitz antiabusivismo: un venditore ambulante senegalese, Nian Maguette, 54 anni, è morto in circostanze ancora da chiarire in Lungotevere De’ Cenci. I connazionali della vittima presenti sul luogo sostengono abbia battuto la testa a terra dopo essere stato investito da un motorino guidato da vigili in borghese. Ma sia gli inquirenti, sia vari testimoni, smentiscono categoricamente questa ricostruzione: il senegalese avrebbe avuto un malore e sarebbe stato visto accasciarsi a terra. E intanto scatta la protesta di decine di migranti, che oggi potrebbero organizzare un altro sit-in.

Protesta che non sembra placarsi nemmeno a Milano dove commercianti e residenti si lamentano della sicurezza e denunciano una situazione di degrado alla Stazione Centrale: soprattutto negli ultimi mesi sono aumentati i migranti che dormono intorno alla stazione, vicino alla quale si trova anche l’hub per migranti di via Sammartini. Per questo nel primo pomeriggio di martedì 2 maggio la polizia ha fatto una grande operazione alla stazione che ha portato al trasferimento in questura di 52 immigrati, nessuno dei quali è poi stato denunciato. All’operazione hanno partecipato 300 poliziotti, alcuni mezzi blindati, squadre cinofile, agenti a cavallo e un elicottero. Prima dell’operazione le serrande che chiudono gli ingressi in piazza Duca d’Aosta della stazione della metropolitana Centrale sono state abbassate, e anche i cancelli che consentono l’accesso all’atrio della stazione sono stati chiusi. La stazione della metropolitana è rimasta aperta con l’accesso limitato agli altri ingressi, mentre chi doveva prendere il treno è dovuto passare dagli ingressi laterali, con disagi e rallentamenti. Gli agenti si sono avvicinati alla stazione chiudendo i tre lati di piazza Duca d’Aosta per impedire alle persone di scappare.

Dei 52 immigrati portati ieri in questura dalla polizia, però, nessuno è stato denunciato. Quattro di loro, senegalesi e gambiani, hanno anzi scoperto che la loro domanda per ottenere lo status di rifugiato era stata accolta. In piazza Duca d’Aosta c’era anche il segretario della Lega Nord Matteo Salvini, che ha fatto delle dirette su Facebook elogiando i controlli ed è stato contestato da qualche passante. Carmela Rozza, assessore alla Sicurezza del Comune di Milano, esponente PD, ha detto di essere d’accordo con l’operazione: «Da tempo abbiamo chiesto a prefettura e questura una massiccia campagna di identificazione di coloro che stazionano in tutta l’area della Stazione Centrale e intorno all’hub di via Sammartini». Pierfrancesco Majorino, assessore al Welfare e sempre del PD, ha invece detto di non essere d’accordo e di preferire «la cultura degli interventi mirati, continuativi e condotti nel silenzio». Patrizia Bedori, consigliera comunale del M5S, ha detto: «Nel rispetto della legalità non possiamo che essere contenti del blitz. Speriamo non resti un fatto isolato».