Agente Fbi e Isis: la love story che ricorda una serie tv


Il matrimonio di Daniela Green con un militante jihadista imbarazza il Federal Bureau, ma è una trama già vista: in “Homeland” una fiction che cinque anni prima ha ispirato quanto accaduto realmente


Doveva sorvegliarlo, invece l’ha sposato. É la storia di Daniela Green, agente Fbi, a cui era stato assegnato il compito di spiare e tradurre le conversazioni Skype di Denis Cuspert, ex rapper tedesco arruolatosi nell’Isis con il nome di Abu Talha al-Almani. Di nascosto, Daniela era entrata in contatto con lui attraverso un terzo account Skype che la Fbi non stava monitorando. Chat dopo chat, la donna si è innamorata, ed è volata in Siria per sposarlo. Una storia d’amore che ha imbarazzato i servizi segreti americani, che aveva insabbiato il processo alla donna per collaborazione con organizzazioni terroriste, fino a quando Scott Glover, giornalista della Cnn, ha messo le mani sul fascicolo.

Una storia suggestiva, forse un po’ inquietante, ma che sopratutto fa suonare una campanella ai fanatici delle serie tv. Parliamo di Homeland, sopratutto delle prime tre stagioni, che vedono la protagonista Carrie Mathison (Claire Daines), agente della Cia, innamorarsi di Nicholas Brody (Damian Lewis), soldato americano convertitosi all’Islam e sospettato di terrorismo. La love story tra i due personaggi si sviluppa nelle prime 3 stagioni della serie. Nel 2011 gli autori hanno ipotizzato lo scenario, e 5 anni dopo la realtà si è adeguata. Suggestione? Forse, ma non è la prima volta che “Homeland” anticipa scenari terroristici plausibili. Successe anche nel 2015, quando Carrie riuscì a sventare un attacco terroristico a Berlino. I luoghi sono l’aeroporto e la metropolitana: gli stessi luoghi degli attentati a Bruxelles del 2016. Ironiche, se così si può dire, anche le tempistiche. La messa in onda dell’episodio dell’attentato avvenne a pochi giorni dagli attentati che avevano colpito Parigi.

Stavolta, Homeland predice il futuro su un piano meno sanguinario, ipotizzando la nascita di un’amore tra servizi segreti e organizzazioni terroristiche.

Ci sono delle differenze tra la fiction e la realtà: Nicholas Brody è tornato in America, non incita all’odio e alla jihad su internet come ha fatto Abu Malik, ma anzi viene considerato un eroe nazionale a lungo. E sopratutto lui e Carrie non si sposeranno mai.

Le cose in comune però ci sono: all’agente segreto viene affidato l’incarico di spiare il sospettato, controllarlo. Lei si avvicina sempre di più con l’intento di scoprire le sue affiliazioni terroristiche, e alla fine se ne innamora. La Cia ne viene a conoscenza e cerca di insabbiare la storia.

La trama di Daniela Green forse è accattivante tanto quanto quella della serie tv di Howard Gordon e Alex Gansa. La donna, era stata arruolata dalla Fbi nel 2011 come traduttrice, e ottenendo il più alto livello di “clearance”, ovvero di accesso a informazioni e documenti dell’agenzia. Comincia a parlare con Denis nel gennaio 2014, e dopo 5 mesi vola in Siria per sposare il recruiter jihadista, lasciando negli Usa il suo precedente marito. Dopo pochi mesi però si rende conto dell’errore commesso, e la realtà della guerra si infiltra nel suo scenario d’amore. Stando a quanto rivelato nell’articolo della Cnn, Green avrebbe mandato diverse e-mail a casa, descrivendo il suo tormento, la sua paura, e il suo desiderio di tornare a casa.

Alla fine di agosto, Green riesce a scappare e tornare negli Stati Uniti, dove viene arrestata. L’accusa prevederebbe dai 10 ai 15 anni di prigione, ma la donna riesce a cavarsela con una condanna più breve, ed esce dopo due anni, nell’agosto 2016.

Uno sconto della pena che pare essere dovuto a un alto livello di collaborazione della donna, e forse all’imbarazzo del Fbi. Ora a distanza di un anno, Daniela Green ha conquistato le prime pagine di tutto il mondo, e chissà cosa riserverà la prossima puntata.

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