Venezuela, Maduro chiede una «costituente del popolo»


Il presidente annuncia di voler riformare lo Stato, ma le opposizioni denunciano un tentativo di golpe. Non si fermano intanto gli scontri: da aprile almeno 30 morti


Si appella al popolo Nicolas Maduro. Il presidente venezuelano ha deciso di convocare «un’assemblea costituente del popolo», che non appartenga alle élite o ai partiti, ma sia «profondamente operaia». Riscrivere la Costituzione, nelle intenzioni del presidente, dovrebbe «portare la pace nel Paese». Un disegno già bollato come golpista dalle opposizioni.

Schermata 2017-05-02 alle 12.02.15L’annuncio è arrivato durante un raduno di massa a Caracas. «In virtù dei poteri presidenziali di capo dello Stato costituzionale, ai sensi dell’articolo 347, convoco il potere costituente originario affinché la classe operaia e il popolo, in un processo nazionale costituente, convochino un’assemblea nazionale costituente», ha detto Maduro. Dal dicembre 2015 la maggioranza del parlamento venezuelano (167 a 112) è nelle mani dell’opposizione. Il presidente dell’assemblea Julio Borges ha denunciato l’iniziativa come «una Costituente truffa, inventata solo per distruggere la Costituzione attuale e cercare di fuggire così all’inesorabile verdetto delle elezioni». Forte dei poteri straordinari attribuiti al presidente, il governo ha continuato a ritardarle da quando ha perso la maggioranza dell’aula. Le amministrative che si sarebbero dovute svolgere nel 2016 sono state ritardate e, malgrado il mandato di Maduro si esaurisca nel 2018, l’intenzione è quella di non tornare alle urne. Ad attenderlo, secondo i sondaggi, ci sarebbe una pesante sconfitta elettorale.

venezuela protestaIn piazza Bolivar si tenevano intanto manifestazioni a favore di Maduro. Il ministro degli esteri Delcy Rodriguez ha accusato otto governi della regione di «fomentare un colpo di stato». Si tratta di Argentina, Cile, Colombia, Costa Rica, Perù, Paraguay, Uruguay e Brasile. Firmatari di un appello comune per ricercare al più presto «soluzioni negoziate» alla crisi politica e istituzionale del Venezuela. Chiedono che «cessi la violenza, si ripristini la piena funzionalità dello Stato di diritto, si liberino i prigionieri politici, si restituiscano le prerogative dell’Assemblea Nazionale e si definisca un calendario elettorale». A un mese esatto dall’inizio delle violenze, il popolo in piazza è tornato a chiedere di aver voce in capitolo. Non con l’assemblea costituente che vorrebbe Maduro, ma attraverso libere elezioni.