X-Plane: la Nasa sogna l’erede del Concorde


A 70 anni dal volo dell’X-1, il primo velivolo a superare il muro del suono, arriva il progetto per un nuovo aereo supersonico. Alegi, esperto aeronautico: «Approccio tecnico interessante, ma dubbi sulla sua applicazione pratica»


L’irresistibile fascino del boom sonico. Nel deserto della California gli ingegneri della Nasa lavorano al progetto di un nuovo aereo commerciale supersonico, ispirato al Concorde ma in grado di risolvere i problemi che aveva incontrato il velivolo ritirato nel 2003.

Il progetto X-Plane
Il progetto X-Plane

Muso affusolato, pochi passeggeri a bordo e una velocità di 1.4 mach, circa 1.700 chilometri orari. Tutte caratteristiche che consentirebbero un collegamento da New York a Los Angeles di 2 ore e mezza, contro le sei e mezza attuali. Questo soprattutto grazie alla capacità di infrangere il muro del suono in maniera più silenziosa, rispetto al passato. Il Concorde infatti proprio per il rumore che provocava, poteva volare a velocità supersonica solo sull’oceano, non sopra territori abitati.

«Si tratta di un progetto interessante per il superamento della variabile ambientale, ma ci sono anche altri elementi da considerare come i costi, l’effettiva utilizzabilità a livello commerciale e la competitività con gli altri operatori. Tutti aspetti che fanno sorgere dubbi sull’applicazione pratica », spiega Gregory Alegi, esperto aeronautico e docente di Storia dell’Aeronautica.

Gregory Alegi, esperto aeronautico
Gregory Alegi, esperto aeronautico

La Nasa ha affidato il progetto a un team diretto dalla Lockheed Martin, che riceverà 20 milioni di dollari per muovere i primi passi. L’obiettivo è quello di arrivare a un prototipo entro il 2020. Ma da lì alla produzione in serie i tempi si dilatano, prevede Gregory Alegi: «Con la prima scadenza fissata fra tre anni, si può immaginare un’acquisizione di tutti i dati utili per il 2025 e quindi un primo prodotto addirittura per il 2040. Nel frattempo bisogna vedere anche come evolve il progresso tecnologico del settore». Il futuro è sempre di più l’ipersonico, che consente di volare dai 3 mach in su (circa3.700 chilometri orari) e potrebbe collegare Londra e New York in appena un’ora e mezza. Non è utopico pensare che un progetto concreto di velivolo ipersonico potrebbe arrivare nei prossimi decenni, mettendo in ombra a quel punto l’X-Plane. La velocità nel volo non è più un requisito principale, come dimostrano anche le richieste avanzate dalle aeronautiche militari: priorità all’autonomia in aria, piuttosto che ai mach da capogiro. Un esempio è offerto dall’F-35, circa1.6 mach di velocità, contro un’autonomia superiore agli altri velivoli delle ultime generazioni.

Insomma il risparmio temporale potrebbe non essere la carta vincente nella competizione con le altre compagnie di volo, che puntano invece ad abbattere i costi del viaggio. Alegi però fa un’ulteriore considerazione a margine dell’X-Plane: «Il governo americano coltiva da anni l’ambizione di avere un velivolo che permetta uno spostamento delle forze speciali in tempi molto rapidi, per garantire un intervento militare tempestivo in situazioni estreme. L’X-Plane potrebbe adattarsi a questi obiettivi».