M5S Genova, Cassimatis verso i “pizzarottiani”


Nel capoluogo ligure è guerra sul logo di proprietà di Grillo. Ma la candidata “esclusa” potrebbe avvicinarsi alla lista del fuoriuscito Putti, con Sinistra Italiana e civatiani


Cinque Stelle su sfondo bianco. E la scritta MoVimento. A Genova, epicentro dell’ultimo terremoto grillino, l’oggetto del contendere è diventato un logo. Dopo la sentenza che ha annullato l’esito delle ultime “comunarie” indette da Grillo, il “diritto” di presentarsi a Genova sotto il simbolo del Movimento Cinque Stelle spetta alla candidata “esclusa” Marika Cassimatis. Lorenzo Borrè, l’avvocato che ha presentato il ricorso vincente, spiega: «Al momento, in questa situazione, siamo noi (lei e la lista con cui si è presentata ndr) i candidati a sindaco di Genova per il M5S, al 100%. Non vogliamo fare una guerra coi coltelli al Movimento. Speriamo che ci sia modo di chiarirsi e di trovare un’intesa». Oggi, è partita la diffida, e Cassimatis è già pronta a raccogliere le firme per candidarsi. Un bel problema per Beppe Grillo e per i luogotenenti del garante presenti sul territorio. In primis per la consigliera regionale Alice Salvatore  considerata dai “dissidenti” e non solo «la vera regista dell’operazione dell’esclusione Cassimatis, la prima sponsor di Luca Pirondini, il candidato imposto da Grillo». Infatti, secondo il consigliere regionale ex M5S Francesco Battistini ci sono state anche delle “anomalie” nelle regole per le prime “comunarie”: «Di solito per i capoluoghi di regione si fanno votare anche gli iscritti dei comuni della provincia, mentre questa volta, con lo scopo di favorire Pirondini, è stato ristretto il campo alla sola città di Genova, ma è andata male a Grillo, che poi ha deciso di escludere la Cassimatis considerata pizzarottiana e dissidente».

Una guerra tra bande che, a proposito di pizzarottiani, in caso di nessuna lista presentata dal M5S potrebbe riversare molti consensi su Paolo Putti e la sua lista “Chiamami Genova”. Un’ alleanza-laboratorio della “dissidenza” con all’interno “Effetto Genova”, Sinistra Italiana, Possibile e Rifondazione Comunista. E, secondo alcune indiscrezioni «Marika Cassimatis potrebbe collaborare con questo progetto nel caso in cui non riesca a correre sotto il simbolo del Movimento Cinque Stelle». Tutto ciò, perchè il logo è di proprietà del garante e fondatore Beppe Grillo. Dicono da ambienti vicini alla Cassimatis: «È un rebus perchè solo Grillo può autorizzare all’utilizzo del simbolo, un vero e proprio brand commerciale nelle mani del capo politico del Movimento». Nonostante la sentenza del Tribunale. Da due candidati a nessun candidato.