Casaleggio: un anno dalla morte. L’eredità? Davide, per iniziare


A 12 mesi dalla scomparsa del guru del MoVimento 5 Stelle, il partito di Grillo sta ancora cercando di ritrovare un’anima unificatrice. L’associazione in suo nome è lanciata, ma la gestisce il figlio, come molte altre cose


«Ha lasciato un vuoto incolmabile in tutti noi. Gianroberto ci ha insegnato tanto, soprattutto il potere dell’immaginazione per modificare la realtà e disegnare il futuro che vogliamo. Dopo l’evento SUM #01 Capire il Futuro, organizzato sabato scorso dall’Associazione che porta il suo nome, oggi vogliamo ricordare il suo pensiero con un testo da lui scritto tanti anni fa. #InMemoriaDiGianroberto».

Così oggi la home page del blog di Beppe Grillo ricorda Gianroberto Casaleggio. Guru, mente e ideologo del MoVimento 5 Stelle, scomparso il 12 aprile 2016. Un anno fa. A 12 mesi dalla sua scomparsa, il mondo che ruota intorno al partito di Beppe Grillo ancora si interroga su quale sia la strada da intraprendere.

L’eredità

Sabato scorso si è tenuta a Ivrea SUM #01 – Capire il futuro, sorta di convention del MoVimento. Da lì è stata lanciata l’associazione Gianroberto Casaleggio, per ora, una delle poche attività fatte in memoria dell’uomo che ha convinto Beppe Grillo a “buttarsi nel web”. L’associazione si propone di promuovere «attività culturali, sociali, digitali, artistiche, ricreative che contribuiscano alla crescita culturale dei propri soci, allo sviluppo del dibattito libero e indipendente sul futuro dell’uomo e di ogni forma di comunicazione, aggregazione, relazione umana, sociale e imprenditoriale, alla formazione di una rete connettiva e culturale, nella continuità dei principi che hanno animato il pensiero e l’azione di Gianroberto Casaleggio, secondo le decisioni del Comitato Direttivo».

E proprio andando a vedere da chi è composto il comitato direttivo si capisce qual è il vero lascito di Gianroberto. È infatti composto dai familiari – figlio e moglie – e dall’amico Roberto Giacomelli.

Azienda contro eletti

È forse questo il tratto politico del dopo Gianroberto. Il MoVimento ha perso il suo unificatore, la persona che teneva le fila, che dava la linea, seppur sotto traccia. Dal 12 aprile dello scorso anno a oggi, molte cose sono cambiate. Meno vaffa e più piccole- medie imprese, meno felpe e più cravatte. Più Davide e meno Di Battista. Ma anche spazio minore agli eletti, quella prima linea di peones che si sono trovati quasi per caso in Parlamento dopo aver racimolato una manciata di voti online, e più all’azienda. Da Ivrea, la sensazione è che sia proprio Davide il volto su cui puntare. Un volto che potrebbe annullare le mire governative dei vari Di Maio. Si parla molto infatti di una candidatura dello stesso Casaleggio jr a premier. Perché in fondo, come scrive il filologo Giulio Busi, riferendosi alla figura leggendaria del re d’Israele:

«Nei libri di Samuele Satana è sia Davide – in tal modo definito dai suoi antagonisti filistei – sia, in senso collettivo, i rivoltosi che si oppongono al ritorno di Davide stesso».

Insomma, lo yin e lo yang del Movimento 5 Stelle forse sono una cosa sola, e per ora sono rimasti pacificati. Ma la guerra potrebbe scoppiare presto. Il caso Genova, i guai della Raggi, e dall’altra parte i sondaggi che continuano a dare i pentastellati in testa all’agone politico. E sempre in crescita. In aggiunta, la nuova linea della Casaleggio Associati, che gestisce il partito, potrebbe non andare bene a tutti. Potrebbe incrinare, e forse lo ha già fatto, la linea politica unica che Gianroberto garantiva, e che in quest’anno è rimasta sopita.

Dal Graal a Grillo

Nel testo condiviso sul blog da Beppe Grillo, Gianroberto Casaleggio parlava di Wasteland. Non si riferiva alla Roma governata dal MoVimento, e ai cassonetti colmi, ma alla terra «piena di desolazione che divenne per un certo periodo l’Inghilterra al tempo di Re Artù». Finché, scriveva Gianroberto, «Merlino convinse Artù che per sciogliere l’incantesimo doveva trovare il Graal. Il cavaliere puro di cuore inviato a cercarlo fu Parsifal». Quel Parsifal forse non è il comico genovese. Non è un ex studente di giurisprudenza mai laureato e diventato – quasi a sua insaputa – vice presidente della Camera. Nella nuova ideologia movimentista Parsifal è forse proprio Davide, l’enfant prodige che ha preso le redini dell’azienda di famiglia, che mostra il lato borghese, che «ipnotizza la platea», come ha detto Paola Taverna. Perché in fondo il popolo grillino non va fatto troppo riflettere, ma va caricato a pallettoni. La rabbia non si può incanalare. Si può al massimo ammaestrare, chiudere in gabbia. D’altronde, all’associazione Gianroberto Casaleggio ci si può iscrivere, ma al buio – lo Statuto lo possono visionare solo gli iscritti.

Il guru è morto da un anno. Il movimento non sta benissimo, Davide è pronto a scagliare la pietra. Golia è avvisato.