Caccia al killer di Budrio: «Igor è un Rambo introvabile»


Il bandito sospettato di due omicidi tra le province di Bologna e Ferrara è ancora latitante. Secondo gli esperti «non è un ricercato qualunque, sarà difficile prenderlo». E la sua vera identità resta un mistero


Perchè Igor “Il Russo” non si trova? Secondo il brigadiere dei carabinieri Angelo Belloni si tratta di «un criminale molto pericoloso». Belloni ci è «già passato» perché nel 2004 insieme al suo collega Alessandro Palmas aveva posto fine alla lunga latitanza del bandito Luciano Liboni detto “il Lupo”. La rocambolesca cattura di Liboni era avvenuta dopo un conflitto a fuoco a Roma, al Circo Massimo. Secondo Belloni, Vaclavic è «molto esperto di tecniche di sopravvivenza» e tutti gli esperti concordano: «Ha una grande preparazione dal punto di vista militare, non sarà facile prenderlo».

Igor Vaclavic, Igor il Russo, o semplicemente Ezechiele. Tante identità per un uomo «introvabile». L’uomo di 41 anni, sospettato dell’omicidio di un tabaccaio nel comune in provincia di Bologna, e di un altro assassinio di un volontario guardapesca a Portomaggiore in Provincia di Ferrara, è diventato quasi una “primula rossa”. Dopo una settimana in fuga, Vaclavic è stato fermato domenica quasi per caso a bordo di un Fiorino bianco rubato. Ma il bandito, con un colpo rocambolesco alla Vallanzasca, è riuscito a sfuggire agli uomini delle forze dell’ordine. E si è dileguato a piedi nella zona paludosa e boschiva della Marmorta. Infatti, secondo gli inquirenti alle prese con la “caccia” l’uomo sarebbe abituato a muoversi da solo in mezzo ai boschi. Quel posto di blocco, come spiega il procuratore di Ferrara Ciro Alberto Savino: «era stato fatto per un normale controllo, non si trattava di un’attività mirata alla cattura del “russo”». Le virgolette sono d’obbligo perchè c’è incertezza  sulle reali origini del rapinatore di Budrio. Ci sono dubbi anche sull’identità: non è detto che il vero nome del killer sia Igor Vaclavic.

Continuano quindi le ricerche e i posti di blocco tra le province di Bologna e Ferrara. Il Ministro dell’Interno Marco Minniti annuncia: «Abbiamo messo in atto uno spiegamento di forze senza precedenti, non avrò pace finché non lo avremo catturato». Continuano le polemiche sulla mancata espulsione del “russo” sul quale pendevano due decreti, uno del 2010 e uno del 2011, mai applicati. Minniti osserva: «Per espellere qualcuno occorre identificarlo e occorre che il Paese di provenienza lo accolga». Oltre ai provvedimenti di espulsione, Igor era stato già colpito nel 2015 da un mandato di cattura internazionale per una serie di rapine compiute in provincia di Ferrara.