Overbooking cosa?


Non è una parolaccia e nemmeno una pratica illegale: ecco le cose da sapere per evitare di non salire a bordo dell’aereo. E domenica a Chicago un passeggero è stato picchiato perché non voleva scendere dal velivolo


Domenica pomeriggio su Reddit è apparso un video di un uomo trascinato via da un aereo della compagnia United airlines. L’uomo si vede privo di sensi e con il volto sanguinante in seguito ad una colluttazione con i poliziotti della Chicago Police. Il passeggero era un medico asiatico che si è rifiutato di lasciare l’aeroplano dopo che la compagnia aveva comunicato un “overbooking”.

Il termine può essere tradotto in italiano con “sovra-prenotazione”: una situazione in cui la compagnia aerea vende un numero di biglietti superiore all’effettiva capacità del veivolo, in modo da viaggiare a massima capienza nel caso in cui alcuni passeggeri non si presentino. Risarcire passeggeri a cui venga eventualmente negato di partire sarebbe comunque più conveniente per la compagnia. In questo caso specifico la United Airlines aveva proposto 800 dollari (più notte in albergo e biglietto per il giorno dopo) a chi si fosse offerto volontario di lasciare l’aereo, ma nessuno si è fatto avanti. Per questo la compagnia ha deciso autonomamente chi dovesse restare a Chicago.

Non si tratta di scelte totalmente casuali: ogni compagnia ha una propria regolamentazione che si può basare sul sorteggio o su diversi parametri, tra cui orario di check-in, frequenza di volo, frequenza di viaggio sulla tratta.

Il risultato è che, con le compagne che compiono la scelta di fare l’overbooking, il rischio di rimanere a terra c’è.

La pratica infatti non è considerata né illegale né perseguibile, ma per i cittadini comunitari ci sono delle tutele. Si legge nel regolamento della Comunità Europea dei diritti dei passeggeri (CE n.261/2004):

Negato imbarco

1. Qualora possa ragionevolmente prevedere di dover negare l’imbarco su un volo, il vettore aereo operativo fa in primo luogo appello ai volontari disposti a rinunciare alla prenotazione in cambio di benefici da concordare tra il passeggero interessato e il vettore aereo operativo. I volontari beneficiano di un’assistenza a norma dell’articolo 8. Tale assistenza lascia impregiudicati i benefici di cui al presente paragrafo.

2. Qualora il numero dei volontari non sia sufficiente per consentire l’imbarco dei restanti passeggeri titolari di prenotazioni, il vettore aereo operativo può negare l’imbarco a passeggeri non consenzienti.

3. In caso di negato imbarco a passeggeri non consenzienti, il vettore aereo operativo provvede immediatamente a versare una compensazione pecuniaria ai passeggeri interessati a norma dell’articolo 7 e presta loro assistenza a norma degli articoli 8 e 9.

Il passeggero che rinuncia volontariamente alla prenotazione ha diritto di scegliere tra:

  • rimborso del biglietto aereo entro una settimana;
  • imbarco su un volo di linea alternativo con partenza il prima possibile secondo la disponibilità dei posti (diritto di riprotezione del biglietto);
  • imbarco su un volo alternativo con data successiva, a seconda della disponibilità dei posti.

La compagnia aerea quindi può adottare la pratica, e si protegge da richieste di risarcimento nel momento in cui offre ai volontari queste alternative, elencate chiaramente sul sito Consumatori.it:

  • il rimborso del prezzo del biglietto entro 7 giorni (in denaro, con buoni di viaggio e/o altri servizi);
  • il primo volo possibile fino a destinazione;
  • un volo in data successiva, a scelta del passeggero.

In aggiunta, oltre a dover garantire tutti i servizi di assistenza gratuitamente (pasti, pernottamenti, trasferimenti, ecc.), la compagnia aerea deve pagare un risarcimento in contanti pari a:

  • Il passeggero non volontario a cui non è permesso di salire a bordo del volo è per legge tutelato, ed oltre ad avere diritto alle possibilità offerte ai “volontari”, deve vedersi riconosciuta una compensazione pecuniaria pari a:
  • 250 euro per i voli fino a 1.500 km;
  • 400 euro per i voli interni alla Ue oltre 1.500 km e per tutte le altre tratte comprese tra 1500 e 3500 chilometri;
  • 600 euro per i voli che non rientrano nei punti precedenti.

Ciò che è successo sul volo della United Airline è inaccettabile per la violenza spropositata mostrata dalla sicurezza, per la quale sono state fatte scuse pubbliche ed è stata avviata un’indagine, ma nulla si può fare contro l’overbooking. Questo perché, nel momento di firma del “contratto di volo”, ovvero il biglietto, si prende conoscenza della possibilità di vedersi negato l’imbarco.

Attenzione quindi a leggere bene prima di spuntare “accetto” quando si fa il check-in.