L’altro Juve-Barça: quelle curiosità dimenticate


Non solo tattica e grandi giocate. Dai “gol alla Pacione” al confronto nella dimenticata Coppa Latina, ecco alcune storie più o meno recenti nei precedenti tra bianconeri e catalani


Messi, Higuain, Neymar e Dybala. Scordatevi per un pò degli attesi protagonisti odierni di Juventus – Barcellona. Perché nei dieci confronti totali tra le due compagini, molto è successo e molto è passato inosservato. Alcuni sono stati archiviati come grandi prove sportive tra due top club nel panorama calcistico europeo. Altri, invece, sono portatori di curiosità degne di nota.

Le prime schermaglie – I bianconeri e i catalani incrociano gli scarpini per la prima volta a Parigi il 25 giugno del 1952. Semifinale di Coppa Latina: il Barcellona vince con il punteggio di 4 a 2 grazie alla doppietta di Basora e alle reti di Manchon e Kubala. Inutile le due reti di Giampiero Boniperti. I blaugrana volano in finale, vincendo per la seconda volta la competizione contro il Nizza. Molti non sanno che la Coppa Latina è la competizione antenata della Coppa dei Campioni.

La Coppa delle Fiere e la regola del gol in trasferta – Salto temporale di diciotto anni e le due compagini si ritrovano di fronte nei sedicesimi di finale della Coppa delle Fiere, la vecchia Coppa Uefa, oggi Europa League. Stagione 1970\71: la Juve allenata da Armando Picchi vince in Spagna con reti di Haller e Bettega, Quest’ultimo si ripete anche a Torino, con Capello che inchioda il risultato finale. La curiosità stavolta sta nel fatto che la Juve, superato lo scoglio Barcellona, viene fermata nel doppio confronto finale dagli inglesi del Leeds United per la regola del gol in trasferta, introdotta proprio quell’anno.

La notte dei “gol alla Pacione” – Quarti di finale Coppa dei Campioni stagione 1985\86. Dopo una gara solida in trasferta, persa solo per un diagonale del terzino Julio Alberto, la Juve cerca la rimonta tra le mura amiche. Una gara di ritorno che, per i ragazzi di quella generazione, evoca subito il nome di Marco Pacione, giocatore che agli appassionati recenti magari non dice nulla. Uscito dalla primavera dell’Atalanta, Pacione giunge a Vinoso all’inizio della stagione per infoltire il reparto offensivo dei bianconeri. Con Serena e il sostituto Braschi fermi ai box per infortuni, Trapattoni decide di gettare nella mischia Pacione. Platini e Laudrup prendono per mano la squadra servendo degli assist al bacio che Pacione non concretizza, fermandosi sempre a un centimetro dalla gloria. La dura legge del gol non tarda ad arrivare e la rete di Archibald sentenzia l’uscita dalla competizione della Juve. Da quella sera, qualunque occasione sottoporta gettata al vento verrà denominata come un “gol alla Pacione”. 

“El panteron” al Camp Nou – Si entra nel nuovo millennio e prima di arrivare alla finale di Berlino del 2015 e alla gara di stasera, obbligatoria una piccola sosta alla stagione 2002\03. Ancora Champions League, ancora quarti di finale. La Juventus di Lippi si presenta al Camp Nou senza Trezeguet. Al  vantaggio di Nedved risponde Xavi. Si va ai supplementari con la Juve in inferiorità numerica per l’espulsione di Davids. A entrare nella storia stavolta sono Alessandro Birindelli e Marcelo Zalayeta, che confezionano il gol della qualificazione facendo espugnare alla Juventus di nuovo il Camp Nou dopo 30 anni, in una serata record con 100mila presenze sulle gradinate. 

Negli altri sei confronti, grandi giocate e gol d’autore ma nessuna curiosità degna di nota. Occhi aperti però, perché la storia insegna che tra Juventus e Barcellona nulla è mai banale.