Così Renzi T. esce (e resta) dall’inchiesta Consip


L’ex premier tira un sospiro di sollievo: «Stasera i miei figli a cena col nonno» e sale ancora nei sondaggi sulle primarie del Pd. Restano però i pizzini di Romeo con quell’iniziale sospetta


Matteo Renzi
Matteo Renzi

Il sollievo è tutto nelle parole dell’avvocato di Renzi senior Federico Bagattini: «L’indizio apparente se ne va». E si ridimensiona anche il ruolo del padre dell’ex premier nell’inchiesta sugli appalti della Consip. Matteo Renzi dice «stasera voglio i miei figli a cena con il nonno». Ma il sollievo non è solo nel focolare di Rignano sull’Arno. Il segretario uscente, galvanizzato dai primi risultati nelle convenzioni dei circoli, pregusta una vittoria ancora più netta alle primarie. Ad ascoltare i renziani, lo sgonfiamento della bolla Consip «porterebbe in dote altri cinque punti in più in vista delle primarie» all’ex rottamatore fiorentino. Che continua a parlare di «futuro», facendo un pò il verso a Casaleggio, ed è pronto a lanciare la nuova piattaforma Bob, facendo più che un pò il verso al Rousseau dei grillini.

Alfredo Romeo
L’imprenditore Alfredo Romeo

Sollievo a parte, la cronaca giudiziaria dice che l’intercettazione su Tiziano Renzi è stata «deliberatamente falsificata» dai carabinieri del Noe. In quella telefonata la frase «Renzi l’ultima volta che l’ho visto» non sarebbe stata pronunciata dall’imprenditore campano Alfredo Romeo, indagato per corruzione, in riferimento a babbo Renzi, ma dall’ex parlamentare del Pdl Italo Bocchino in riferimento a figlio Renzi. Bocchino precisa: «Io non ho mai visto Tiziano Renzi, mi riferivo a Matteo, ma per valutazioni ». Così la Procura di Roma ha contestato all’ufficiale dei Carabinieri del Noe Giampaolo Scarfato il reato di falso aggravato, per aver manipolato l’intercettazione. Verrebbe così a cadere l’ipotesi degli incontri tra Romeo, titolare della Romeo Gestioni interessata ai mega appalti della Consip, e il papà dell’allora Presidente del Consiglio impegnato nel ruolo di “facilitatore”. La conversazione non è stata nemmeno contestata a Renzi senior nell’interrogatorio del 3 marzo, in quanto indagato per traffico di influenze illecite.

La posizione di Tiziano Renzi resta comunque delicata. Ci sono altre intercettazioni tra Romeo e Carlo Russo, imprenditore di Scandicci. Nelle telefonate ascoltate si farebbe riferimento al padre dell’ex premier. E pendono come una spada di Damocle i “pizzini”. Nei messaggi, recuperati dai militari del Noe in un cestino della spazzatura e poi ricostruiti, c’è l’iniziale T. , con il testo «30.000 euro per mese». Secondo gli inquirenti si tratta dei soldi dati da Romeo a Tiziano Renzi per aiutarlo nell’aggiudicazione degli appalti. Sollievo sì, ma con una T. che incombe.