“Beli”: anche la Serbia ha il suo leader-comico


Dopo Grillo anche Belgrado consegna un outsider al mondo della politica: il suo nome è Luka Maksimovic ed è arrivato terzo alle presidenziali. Un anno fa, in uno spot elettorale, baciava un agnello: come Berlusconi


No, “Beli” non è il “Belin” che tuona Grillo sui giornali, e non è neanche un personaggio del Trono di Spade. Casomai di Vikings, serie televisiva a cui si ispira chiaramente: abito bianco, pelliccia e codino. É il terzo arrivato alle elezioni in Serbia. Luka Maksimovic, conosciuto con il nome d’arte “Beli”, aveva lanciato la sua campagna alle presidenziali con video irriverenti e spiritosi, dall’aria quasi da colossal americano, per sensibilizzare il suo pubblico sul tema della corruzione della classe politica, uno tra tutti Aleksandar Vucic, in queste ore contestato in piazza per accuse di irregolarità commesse durante la tornata elettorale per le presidenziali.

Beli passeggia per il mercato, annusa le piante di fiori, tasta le mele, chiacchiera con la gente e dice  «anche io ruberò, ma darò qualcosa indietro». Che la politica al giorno d’oggi aprisse le porte anche a non-politici, è cosa nota: dalla discesa in campo del comico Beppe Grillo fino all’imprenditore Donald Trump. Non è comune però, che ciò che era nato come scherzo diventasse cosa seria, caso mai il contrario.

 

Il 25enne balcanico, studente di comunicazione, è arrivato terzo conquistando il 9,42% degli elettori. La folla lo acclamava al suo arrivo a bordo di una Opel Corsa del 1999 mentre con un megafono faceva parodia delle promesse dei suoi avversari: «Se volete vivere come degli idioti, votate per Beli! Sono l’unica luce alla fine del tunnel». Gli slogan continuavano spiegando che qualsiasi cosa gli altri politici offrissero, lui l’avrebbe moltiplicata per tre: «Questa regione è cosi pianeggiante che non si può andare in giro in slitta. Beli vi costruirà delle colline, cosi potrete divertirvi con la slitta».

A colpi di battute irriverenti, Maksimovic aveva già ricevuto una legittimazione politica a livello locale. Durante le elezioni dello scorso anno della sua città natale Mladenovac, da lui definita “la Detroit serba”, insieme a degli amici aveva fatto partire una campagna elettorale provocatoria: in sella ad un cavallo bianco Beli si scatena contro l’establishment politico serbo: «Siamo i rappresentanti di una generazione nata quando è stato introdotto il sistema politico del multipartito. Siamo stati testimoni delle conseguenze di una politica arida per tutta la nostra vita. Ecco perché crediamo sia necessario portare quello stesso sistema alla sua assurda conclusione». Con il loro partito, traducibile con un grossolano “non hai provato il cavolo ripieno”, ottennero il 20% dei voti, facendo sedere 12 componenti nel consiglio comunale.

Ironia della sorte, proprio in quel video lo si vede abbracciare un agnello, come nella foto di un altro politico, noto in Italia per il suo “umorismo”, che sta spopolando in questi giorni sui social.