Post e tweet a sua insaputa: così Grillo si difende


Il Pd cita per danni il leader M5S per un post contro Renzi e Boschi. La difesa degli avvocati: “Non è autore né gestore del sito”. Il blog infatti è di un certo Emanuele Bottaro


«Scrive insulti e finge di non sapere chi è stato» attacca Francesco Bonifazi. «Sono responsabile solo dei post firmati, il Pd rosica» ribatte Beppe Grillo. Uno è il tesoriere del Partito Democratico, fedelissimo di Matteo Renzi. L’altro è il comico genovese  e leader indiscusso del MovimentoBeppe Grillo 5 Stelle. Lo scontro fra le due maggiori forze politiche lascia per qualche giorno le aule parlamentari e si sposta in un altra aula, quella del tribunale civile di Genova, dove il leader pentastellato è stato citato per danni.

Nelle puntate precedenti. Il 31 marzo 2016 sul blog di Grillo, da sempre cuore pulsante del Movimento, spunta un post che chiede le dimissioni dell’allora premier Matteo Renzi e della sua ministra delle Riforme Maria Elena Boschi. Un’altra ministra, quella dello Sviluppo economico, Federica Guidi, si è appena dimessa. Su di lei grava il sospetto di aver aiutato il compagno, un imprenditore petrolifero, a ottenere sub appalti per il sito lucano di Tempa Rossa. Il Movimento 5 stelle propone una mozione di sfiducia per Guidi che, però, non verrà mai calendarizzata. Nel frattempo la ministra, ormai al centro dello scandalo, lascia. Al blog grillino non basta: Renzi e Boschi devono seguirla: “Tutti collusi, tutti complici. Con le mani sporche di petrolio e denaro”.

Ci vediamo in tribunale. Il tesoriere Bonifazi, a nome dei dem, ha citato per danni il comico di Genova. La querelle giudiziaria è venuta a galla ieri, quando lo stesso Bonifazi ha postato su Facebook un suo riassunto dei fatti: «Ho cercato di tutelare la nostra immagine, non tanto per me quanto per la comunità che rappresento, attraverso un’azione legale. Dicono che loro sono per la legalità? Bene, lo dimostrino: si lascino processare. Poi il comico ha anche una certa esperienza di tribunali…». E soprattutto una foto della memoria difensiva presentata dagli avvocati di Grillo. Nel documento, di cui Bonifazi comunque ha pubblicato una sola pagina, si legge che Grillo “non è responsabile, quindi non è autore (suo sinonimo), né gestore né moderatore né direttore né provider né titolare del dominio, del blog né degli account twitter, né dei tweet e facebook, non ha alcun potere di direzione né di controllo sukl blog né sugli account twitter, né dei tweet o facebook, e tanto meno di, e su, ciò che ivi viene postato”. I legali chiariscono poi che “Giuseppe Grillo non gestisce, non dirige, non controlla né filtra gli scritti o messaggi che vengono pubblicati sul blog o negli account twitter né nei tweet».

Ognuno per sé, il Blog per tutti. La risposta del convenuto Grillo si fa attendere. Stamattina il blog genera un nuovo post, espressamente firmato Beppe Grillo. «Il Blog beppegrillo.it è una comunità online di lettori, scrittori e attivisti a cui io ho dato vita e che ospita sia i miei interventi sia quelli di altre persone che gratuitamente offrono contributi per il Blog», scrive il comico. «Il pezzo oggetto della querela del Pd era un post non firmato perciò non direttamente riconducibile al sottoscritto. I post di cui io sono direttamente responsabile sono quelli, come questo, che riportano la mia firma in calce». La spiegazione, valida formalmente non regge da un punto di vista politico. Molti dei post “anonimi” del blog sono stati spesso attribuiti dalla stampa al leader grillino che, dal canto suo, non ne ha mai smentito la paternità. Forse Grillo ha in testa questa e altre obiezioni quando, quasi a voler esorcizzare, continua: «Nessuno scandalo, nessuna novità. Se non il rosicamento del Pd per aver per il momento perso la causa, cosa che Bonifazi ha scordato di dire». Il post si chiude con l’elenco delle date dei prossimi spettacoli del comico genovese. Il processo in realtà non c’è ancora stato. Per ora è stato semplicemente spostato da Genova a Roma.

Il cavillo, ovvero: Emanuele Bottaro, chi era costui? Da un punto di vista formale Grillo non ha torto: il blog non è suo. Il dominio www.beppegrillo.it è registrato a nome di Emanuele Bottaro, padovano trapiantato a Modena. Bottaro è l’uomo invisibile, ma responsabile. Nel 2012 è finito in tribunale con l’accusa di diffamazione. Anche quella volta l’oggetto del contendere era un post pubblicato sul blog. L’unico Grillo presente al processo era Enrico, avvocato e nipote del più famoso Beppe. A lui è toccato difendere l’impenitente Bottaro. Tutta colpa di Bottaro.