Leggi che non funzionano: 149 in attesa di attuazione


Lo studio di Openpolis: per attuare una legge ci vogliono in media due anni e mezzo. E a volte non bastano: la legge sul finanziamento pubblico ai partiti è ancora monca.


La firma del Presidente della Repubblica, la pubblicazione in Gazzatta ufficiale, ed è fatta. Nell’immaginario comune una legge nasce così. Esce dalle Camere ed è pronta a entrare nelle vite dei cittadini. Un quadro vero, ma solo in parte. Un dossier curato e pubblicato da Openpolis svela che il 28,61% delle leggi approvate dai governi Renzi,Letta e Monti, per funzionare, ha avuto bisogno di almeno un decreto attuativo.

Cos’è un decreto attuativo? Come anticipato dalla parola stessa, si tratta dei provvedimenti che attuano una legge o un decreto-legge. Per fare un esempio, è un decreto attuativo che ha permesso alle unioni civili di passare dall’astratto della carta al concreto della cerimonia davanti al sindaco. Questo importante passaggio è nelle mani del governo, che attraverso i ministeri competenti deve varare i decreti. In sostanza i ministeri devono scrivere come la legge verrà messa in pratica. Un caso particolare sono le cosiddette leggi-delega, con cui il parlamento dà all’esecutivo soltanto delle linee guida, sulla base delle quali scrivere i decreti. Un caso su tutti: il Jobs Act. Negli ultimi 5 anni Palazzo Chigi, ma non solo, ha prodotto ben 1071 provvedimenti di attuazione.

Leggi a metà. Durante i governi di Mario Monti, Enrico Letta e Matteo Renzi, le leggi bisognose di decreti attuativi sono state 227. Di queste appena 78 sono state completate. Ben 149, più del 65% del totale, sono ancora monche. Di fatto, quindi, le disposizioni contenute nelle leggi in questione, almeno in parte, sono lettera morta. E anche quando questi provvedimenti vedono la luce, lo fanno comunque molto tardi, come dimostrano i numeri. La permanenza di un provvedimento attuativo su una scrivania ministeriale ha una durata indefinita. Per approvare una legge il parlamento impiega mediamente 267 giorni. Per la sua attuazione pratica, invece, ci vorranno ben 815 giorni, più o meno due anni e mezzo. Metà della vita di una legislatura. L’attuazione dei decreti-legge (emanati dal governo in casi di necessità e urgenza e convertiti in legge dal parlamento entro 60 giorni) richiede addirittura 1032 giorni, in media. Alcuni decreti attuativi hanno una data di scadenza entro la quale devono essere adottati. I governi Monti e letta hanno ancora 154 decreti in sospeso: 78 sono fuori tempo massimo.

Cosa ci siamo persi. Ci sono leggi che, dopo aver concluso regolarmente il loro iter parlamentare, rischiano di passare alla storia come eterne incompiute. Al primo posto due norme volute dal governo Letta: il decreto lavoro (da non confondere con il Jobs Act del governo Renzi) e l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti. Entrambi i provvedimenti vantano, si fa per dire, il 100% dei decreti in sospeso scaduti. Il mancato compimento della riforma, che dal 2017 chiude i rubinetti del finanziamento pubblico ai partiti, ha un effetto collaterale tutt’altro che trascurabile. I provvedimenti attuativi
avrebbero dovuto limitare il contributo dei privati a massimo 100mila euro e disciplinare i controlli sui mezzi di pagamento diversi dal contante. Avrebbero dovuto.

Un fenomeno in calo, forse. Il governo Renzi aveva promesso di limitare al minimo le l’uso dei decreti attuativi. Per farlo era necessario approvare, quando possibile, leggi immediatamente esecutive. Un obiettivo centrato, almeno in parte. per quanto riguarda i provvedimenti derivati da decreti-legge, Renzi li ha portati al 26,5%. I suoi due predecessori erano a quota 70%. Niente da fare, invece, se si parla di decreti legislativi: con Letta erano poco più del 6%, con Renzi sono lievitati fino al 33,15%.