Paesi Bassi: ora la destra anti-Islam è in vetta ai sondaggi


Walk on the Wilders side. Mentre continuano le proteste in Turchia contro il respingimento di Cavusoglu, i cittadini olandesi sembrano pronti ad ammainare la bandiera ultra-progressista per schierarsi a sostegno di Geert Wilders, candidato del Partito della Libertà



Gli ultimi sondaggi dicono che gli olandesi sono pronti a camminare sul lato del selvaggio insieme a Geert Wilders, fondatore del Partito della Libertà (PVV – Partij voor de Vrijheid), formazione populista di matrice anti-Europa e anti-Islam, e candidato premier alle elezioni del 15 marzo.

Il primo obiettivo di Wilders è de-islamizzare i Paesi Bassi e per farlo è pronto a vietare il velo e ad istituire la detenzione preventiva per i musulmani radicali. La politica islam-free del PVV prevede anche la chiusura di tutte le moschee e la messa al bando del Corano. Proprio scagliandosi contro il testo sacro il candidato del partito populista nel 2008 realizzò Fitna. Un cortometraggio che in 16 minuti selezionava diverse sure (capitoli) per mettere in mostra gli atti di violenza perpetrati dai musulmani su incitamento del Corano. Per questo lavoro a Wilders toccò la stessa sorte del ministro degli Esteri turco Mevlüt Çavuşoğlu a cui sabato è stato impedito di atterrare a Rotterdam nell’estremo tentativo del Governo di Mark Rutte di intercettare il sentimento anti-Islam e sfociato in violente proteste a Istanbul dove un uomo ha issato la bandiera turca sul consolato olandese. Nel 2009 a Wilders, invitato da Lord Pearson (esponente dell’altra formazione anti-Eu Ukip) per partecipare a una proiezione del suo film, non fu accordato il permesso di accedere al Regno Unito dall’ambasciata britannica. Il gran rifiuto è stato motivato da una legge del 2001 contro l’estremismo molto simile a quelle che Wilders vorrebbe introdurre nei Paesi Bassi.

16534661184_55c6428c48_bQuesto episodio non ha però incrinato l’ammirazione per la Gran Bretagna dell’aspirante primo Ministro che, sulla scia della Brexit, è pronto a far uscire l’Olanda dall’Unione Europea. Non è un segreto che al fascino della trasgressione anni ’60 di Lou Reed, Wilders preferisca lo spirito anni’80 di Margaret Thatcher e non solo per i capelli cotonati. Il candidato populista ha più volte dichiarato di trarre ispirazione dalle linee politiche della Iron Lady e di Pim Fortuyn, leader dell’estrema destra olandese assassinato nel 2002 da un estremista ambientalista e animalista. Il leader del PVV avrebbe pronta una sua piccola deregulation che non solo mira a dimezzare le tasse sulle automobili ma anche a diminuire le imposte sul reddito e a tagliare le tasse sulla casa. Tra le altre iniziative anche l’abbassamento dell’età minima per andare in pensione a 65 anni e l’indicizzazione delle pensioni integrative oltre all’abolizione completa delle franchigie di assistenza sanitaria. Posizioni nette che potrebbero non bastare a Wilders che sarebbe appaiato al 17,9% (dati Ipsos) delle preferenze con il primo ministro uscente Mark Rutte. Il grande enigma è rappresentato dall’alto numero di indecisi, che rappresenterebbero quasi il 70%.

In molti tra gli analisti pensano sia comunque difficile che Wilders possa diventare primo ministro. Per scongiurare l’incubo populista i maggiori partiti centristi potrebbero dare vita a un’opzione alternativa che li vedrebbe convergere in una larga coalizione. A quel punto l’Unione Europea sarebbe pronta a girare il 45 giri di Lou Reed e intonare la traccia B, Perfect day.