Jobs Act delle partite Iva, al via l’esame alla Camera


Fra le novità: spese di aggiornamento deducibili al 100%, allungamento della maternità, lavoro da casa per i collaboratori. Ma le opposizioni avvertono: “Ancora tanto da migliorare”


L’ultima volta che un’aula parlamentare aveva analizzato il disegno di legge sul lavoro autonomo l’Italicum era la legge elettorale in vigore, la riforma costituzionale firmata da Maria Elena Boschi non era ancora passata per la scure del referendum, l’inquilino di Palazzo Chigi rispondeva al nome di Matteo Renzi. Il 3 novembre 2016, il selavoronato approvava con 173 voti favorevoli e 53 astenuti il cosiddetto Jobs act delle partite Iva, il disegno di legge di iniziativa governativa che dovrebbe assicurare maggiori tutele al lavoratori autonomi che non esercitino un’attività imprenditoriale.
Quattro mesi dopo il ddl approda nell’aula di Montecitorio. Lunedì pomeriggio si è svolta la discussione generale. Domani si passerà all’esame per articoli. Le opposizioni non hanno annunciato le barricate, ma chiedono comunque alcune correzioni. Durante l’intervento a nome del Movimento 5 Stelle, la deputata Tiziana Ciprimi ha proposto una serie di modifiche, fra cui l’esonero dal pagamento dei tributi in caso di malattia grave. Questo pomeriggio saranno discussi gli emendamenti.

 

Il passaggio alla Camera non sarà quello definitivo. La legge è stata modificata dalla commissione Lavoro della Camera che, per fare un esempio, ha reso strutturale l’indennità di disoccupazione per i collaboratori (la Dis. Coll.) e l’ha estesa anche ai dottorandi e agli assegnisti di ricerca. Il nuovo testo dovrà tornare a Palazzo Madama per ricevere un nuovo disco verde.

Novità per le partite Iva. Si parte dall’aggiornamento professionale. La normativa attuale prevede che i liberi professionisti possano detrarre soltanto il 50% delle spese sostenute per la formazione. Le nuove disposizioni rendono deducibili al 100 per cento master, corsi di formazione, iscrizioni a convegni e congresso, entro un tetto massimo di 10mila euro l’anno. In pratica il denaro speso per studiare e aggiornarsi non verrà calcolato nella base imponibile.
Deducibili integralmente anche le spese sostenute per servizi personalizzati certificazione di competenze, per orientamento e sostegno all’auto-imprenditorialità. Limite massimo: 5mila euro all’anno.

Maggiori garanzie. Il Jobs act autonomi impedisce al committente, che nel caso delle partite è spesso equiparabile al datore di lavoro, di recedere dal contratto senza preavviso e senza risarcire il lavoratore. Inoltre, il datore di lavoro non può modificare unilateralmente le condizioni previste dal contratto ed è tenuto a pagare entro 60 giorni.

Bandi pubblici e centri per l’impiego. Il ddl consente ai professionisti di partecipare a bandi pubblici e finanziamenti che fino ad oggi sono stati riservati alle aziende.
Cambiano anche i centri per l’impiego, che dovranno dotarsi di uno sportello dedicato a raccogliere domande e offerte di lavoro autonomo e a fornire informazioni.

DONNE ITALIA LAVOROCongedi parentali e infortuni. Passa da tre mesi a sei il tetto massimo di assenze a disposizione dei genitori nei primi tre anni di vita del bambino. Al lavoratore è corrisposto il 30 percento del reddito. In caso di gravidanza o malattia il committente non può estinguere il rapporto di lavoro. L’esecuzione della prestazione è congelata per un massimo i centocinquanta giorni.
La lavoratrice in gravidanza può pretendere che il suo posto venga occupato da un socio oppure da un professionista di sua fiducia. In caso di malattia grave, che impedisca di lavorare per oltre sessanta giorni, il versamento dei contributi previdenziali è sospeso. Così come sono sospesi i premi assicurativi. Per le partite Iva, infatti, diventa obbligatorio stipulare una polizza che protegga in caso di impossibilità a fornire la prestazione.

Smart working. Insieme alle disposizioni sugli autonomi la legge introduce il cosiddetto lavoro agile. Il collaboratore può organizzare il proprio lavoro in autonomia, senza vincoli di tempo e di luogo. tempi ed il luogo di lavoro, si applicano le regole del lavoro subordinato. Al prestatore, è riconosciuta la stessa retribuzione e trattamento, forme di tutela e protezione dei dati di lavoro, di sicurezza sul lavoro e contro gli infortuni.