L’Isola dei Fagiani, il condominio d’Europa è nato nel 1856


È un territorio di confine ed è amministrato congiuntamente da Francia e Spagna. La sovranità è alternata, e dura lo spazio di sei mesi, poi si cambia: una sorta di Europa prima dell’Europa


L’Europa prima dell’Europa. Un po’ francesi, un po’ spagnoli. Dal 1856.

Negli ultimi tempi si parla molto di confini. Muri che si alzano, persone che vorrebbero oltrepassarli, ma non ci riescono. Ma c’è un luogo che da 260 anni è formalmente un condominio. Non un palazzo, ma un’isola. Prima della nascita degli amministratori di quartiere, i condomini erano infatti accordi tra due nazioni per condividere un territorio e ottenere una sovranità congiunta. Come l’Oregon tra il 1818 e il 1846. Come l’Isola dei Fagiani dal 1856.

Isla de los Faisanes o Île des Faisans, a seconda della lingua che si sceglie per nominarla, si trova nel fiume Bidasoa, a est del Golfo di Biscaglia, che separa Guascogna e Paesi Baschi. Il corso d’acqua segna il confine naturale tra Francia e Spagna. Solo che la piccola terra emersa, di 0,003 chilometri quadrati sta proprio lì, in mezzo.

Per le sue caratteristiche, e per il luogo dove si trova, è stata da sempre considerata luogo neutrale e il 7 novembre del 1659 fu scelta per la firma della Pace dei Pirenei. Formalmente è allora che si stabiliscono le basi per la sovranità congiunta. Sono moltissimi gli incontri diplomatici tenutisi lì fra i delegati delle regioni francesi del Labourd e della Bayonne e di quelle spagnole della Guipuzcoa e della Biscaye, che portarono alla stipula dei Trattati di Buona Corrispondenza. Ma ufficialmente è dal 2 dicembre 1856 che l’Isola dei Fagiani diventa per legge un po’ francese un po’ spagnola. Una legge ratificata nel Trattato di Bayonne.

Sei mesi in Francia, sei mesi in Spagna, senza mai muoversi, l’Isola dei Fagiani è stata riaperta nel 2012, dopo anni di interdizione al pubblico, consentendo ai turisti di assistere al passaggio di poteri fra le due amministrazioni statali confinanti.

Più che condivisa, la sovranità è infatti alternata. Ogni tanto, ci si scambia. Dal 1 febbraio al 31 luglio spagnola, dal 1 agosto al 31 gennaio francese. Che per assurdo significa che se uno si fa due settimane di vacanza nell’isola dei Fagiani, poniamo, dal 24 luglio al 7 agosto, se ne fa una in Spagna e una in Francia. Puoi andare a dormire da una parte e svegliarti dall’altra, senza muovere un passo. Se non ché non ci sono spazi per i turisti, che possono solo vedere lo scambio di “potere” e non possono nemmeno farsi un selfie in tranquillità davanti al monumento che ricorda il Trattato dei Pirenei.

Il condominio è gestito dai viceré: il comandante della base navale dell’Adour e due delegati, per la Francia, e il comandante della base di Hondarribia per la Spagna. Quando è francese, l’isola appartiene alla municipalità di Hendaye, quando è spagnola al comune di Irùn. Si tratta di due città indipendenti e separate dal fiume, ma che di fatto rappresentano un’unica area urbana.

L’Europa prima dell’Europa. Come la presidenza alternata del Consiglio dell’UE, all’isola dei Fagiani la sovranità dura lo spazio di sei mesi; poi si cambia. Una terra di confine come tante altre. Come il Texas e il Messico, come il 38esimo parallelo. Ma l’unica che non ha mai visto per il suo possesso guerre, scontri o lotte politiche. Il sogno dell’Isola dei Fagiani dura da 260 anni e non sembra ci siano le condizioni per farlo terminare. Anche perché rappresenta in nuce quello europeo, quello di paesi una volta nemici che si auto limitano per il bene comune. L’isola dei Fagiani è un’utopia che si ripete uguale a se stessa da due secoli e mezzo. Ogni sei mesi.