È San Valentino: elogio alle cose che odiamo in comune


Vuoi trovare il tuo partner ideale? Scarica Hater, l’ultima app di dating che si basa sulle cose che detestiamo


man-makes-p-date-10440-kbK-U11001282241478DuE-1024x576@LaStampa.it 2Dall’odio può nascere amore. Anche a San Valentino. A confermarlo è Brendan Alper con Hater, l’ultima app di dating appena arrivata sugli store digitali di Apple e a breve disponibile in quello di Google. Storie di una notte o relazioni di una vita che nascono attraverso il semplice algoritmo sviluppato da questa app. Solo che questa volta il  partner ideale non viene scelto basandosi su quello che a due persone piace, ma su ciò che entrambe detestano. Può funzionare come no. Dichiarare interesse, passione, amore per qualcosa non è facile, ma l’odio è ancora più impegnativo da esprimere. Impone una presa di posizione, un’esame di coscienza, o meglio una scelta che esclude gli altri.

Come funziona?

Hater propone una serie di domande, per le quali sono possibili quattro risposte facendo uno swipe: scorrendo con il dato a destra per mettere mi piace, a sinistra per non mi piace, in alto lo amo, in basso lo detesto o in alternativa, si può chiudere la scheda per esprimere neutralità. A quiz completato l’app sarà già in grado di proporre una serie di profili compatibili con i propri interessi. Una volta scaricata, il servizio offre la possibilità di esprimere il proprio gradimento su oltre 3mila argomenti, da Trump a chi cammina troppo lentamente,  fino a chi odia le multinazionali ma poi compra brand costosi. Il modello di interfaccia è Tinder l’app regina della categoria, dove si sceglie un possibile partner come in un mazzo di figurine, con una sola differenza: qui il match tra gli utenti dipende dalle comuni antipatie.  L’applicazione è pensata per il mercato globale, ma il grosso di chi la usa vive in America: il neopresidente Trump è in cima alla classifica dei più odiati, con il 78 per cento che lo detesta e un 6 per cento cui non piace. I possibili oggetti di odio sono comunque parecchi: c’è LinkedIn (detestata dal 16 per cento di chi usa Hater), gli Yankees, il cibo senza glutine, la Volkswagen (in realtà molto benvoluta, il 70 per cento la ama); uno su cinque non sopporta Madonna, il 35 per cento fa fatica ad accettare il pizzetto negli uomini. Una volta acquisite le risposte, l’app sceglie poi tra i possibili partner, in primo luogo quelli più vicini, ma solo se tutti e due si piacciono la chat può avere inizio. Una vera rivoluzione quella introdotta da Hater, visto che la logica dei social network si è sempre basata sulla condivisione di sentimenti positivi.  Una logica che trova riscontro in una serie di studi di psicologia sociale che dimostrato come un atteggiamento negativo, provato nei confronti di una terza persona o di un oggetto, sia in grado di unire due individui tanto quanto uno positivo.

Affari d’oro per le app di San Valentino

Ammonta a 6,7 miliardi di euro in Italia e quasi 26 miliardi in Europa il giro di affari delle app di dating online. Si legge in uno studio commissionato da Meetic al Center for Economics and Business Research in sei Paesi europei: Germania, Spagna, Gran Bretagna, Italia, Francia e Olanda. Per quanto Hater sia già tra le app più scaricate in America, la concorrenza è agguerritissima: Tinder, forte di oltre 100 milioni di download e con un milione e mezzo di abbonati alla versione premium a pagamento, adotterà per l’algoritmo softicate funzioni di intelligenza artificiale. E anche Facebook non rimane indietro, sta testando una funzione per proporre nuovi amici e partner, ma sempre usando un algoritmo. D’altronde i social network sono ormai i nuovi luoghi d’incontro e il modo più facile per conoscere un’altra persona. Diverse le app specializzate, che puntano a nicchie e categorie più o meno ampie.

C’è Tastebuds per quelli che non si perdono un disco o un concerto: propone una canzone abbinandola a un profilo, e così il like è insieme alla persona e alla musica che ascolta. E poi app per vegani, amanti dei libri, fan di Star Trek, appassionati della campagna, adoratori di vampiri, gay ed etero in tutte le declinazioni possibili. Tindog  promette incontri tra proprietari di cani che possono trovarsi per affinità e vicinanza geografica: a cominciare dal parco sotto casa;  si propone di far incontrare l’anima gemella in base alle affinità lavorative su LinkedIn.