Trump tira dritto: dopo i musulmani, via anche la ministra ribelle


Il “muslim ban” emanato dal presidente Usa, continua a suscitare reazioni e polemiche. Sally Yates è stata rimossa dall’incarico dopo aver ordinato ai legali del suo dipartimento di non difendere il decreto in tribunale


La ex ministra Sally Yates
L’ex ministra Sally Yates

Fuori la ministra ad interim della Giustizia Sally Yates. L’ordine esecutivo di Donald Trump sull’immigrazione continua a sortire effetti e polemiche. Yates è stata rimossa dall’incarico dopo aver ordinato ai legali del suo dipartimento di non difendere il decreto in tribunale e che il nuovo presidente ha emanato «per tenere fuori dall’America i terroristi». Immediato il provvedimento di sostituzione della Casa Bianca, non certo usuale per la storia americana: è stata già nominata la nuova ministra, Dana Boente, procuratore per il distretto orientale della Virginia. Ma soprattutto perfettamente allineata agli ordini del “capo” tanto da presentarsi dichiarandosi «pronta ad applicare il decreto immigrazione, con istruzioni a tutto il dipartimento di giustizia per far sì che tutti facciano il loro dovere e di difendano gli ordini del nostro presidente».

Barack Obama
Barack Obama, ex presidente Usa

Il primo vero sconquasso internazionale creato da Trump, a dieci giorni esatti dal suo insediamento, riguarda principalmente l’ordine esecutivo che vieta temporaneamente l’ingresso negli Usa ai cittadini di sette Paesi a maggioranza musulmana. Immediato il disappunto all’interno degli Stati Uniti e non solo. Oltre al giudice federale di New York, Ann Donnelly, che con un’ordinanza d’emergenza ha bloccato temporaneamente l’ordine esecutivo, tra i diplomatici e i funzionari del Dipartimento di Stato sta circolando un cosiddetto “memorandum di dissenso”. Disapprovazione è arrivata anche dall’ex presidente Obama, «rincuorato però dalla risposta arrivata dal Paese per salvare i valori nazionali».

Proprio rispetto alla precedente amministrazione, oltre alla Yates, Trump ha silurato anche il capo ad interim dell’immigrazione e dogane, Daniel Ragsdale. Sospeso per quattro mesi anche il programma per i rifugiati, che Obama aveva rafforzato e reso più ambizioso fin dai tempi della sua creazione nel 1980. L’ultima sospensione fu di tre mesi, dopo gli attentati dell’11 settembre 2001. Un evento che ha definitivamente cambiato l’America. Un’altra svolta la sta già portando Donald Trump. Ed è appena all’inizio.