Macron: un uomo nuovo per la vecchia Francia


A qualche mese dalle presidenziali francesi, dopo lo scivolone del candidato repubblicano Fillon il movimento EnMarche! sembra l’unico in grado di tenere il passo di Marine Le Pen


Uomo forte e uomo nuovo. L’alternanza politica più in voga del momento si prepara a sbarcare anche in Francia ora che il Paese, senza grandeur e senza rive gauche, sembra relegato al ruolo di comprimario. Le elezioni presidenziali del 23 aprile – con il ballottaggio previsto per il 7 maggio – dovranno porre rimedio riallineando l’Eliseo a questa tendenza.

Emmanuel-MacronPer gli analisti gli Stati Uniti sono finiti nelle mani del “forte” Trump a causa del fallimento del “nuovo” Barack Obama. L’Italia invece avrebbe bruciato le tappe con Matteo Renzi che da uomo nuovo del Pd si è trasformato nell’uomo forte delle riforme. La Francia è in attesa che si risolva il Penelope Gate che ha travolto Fillon e la destra neogollista. Ma anche che le macerie del Partito Socialista – lasciate da Hollande – scelgano un candidato credibile tra Manuel Valls e Benoît Hamon. Alle loro spalle il Front National di Marine Le Pen rilancia con convinzione la possibilità che l’uomo forte arrivi all’Eliseo. Il tassello mancante, l’uomo nuovo appunto, potrebbe essere Emmanuel Macron.

L’ex ministro veste i panni del populista e del cane sciolto con le sue idee ultra-liberali per sbloccare l’economia e una retorica centrata sulla rottura con l’attuale sistema istituzionale. Il leader di En Marche! sta guadagnando terreno nell’opinione pubblica attraverso la promessa una serie di riforme nel settore dell’impresa per abbattere i vincoli statali che opprimono la concorrenza. In campo europeo – come ha confermato in un lungo editoriale pubblicato dal Financial Times nei giorni scorsi – spinge per rinvigorire l’alleanza con la Germania: «una relazione abbastanza forte da assicurare che l’Europa possa agire con credibilità».

Il populismo di Macron risiede nella sua impostazione elettorale ma non nei contenuti del suo programma, per certi versi vicini a quelli del repubblicano Fillon. Se fino a qualche giorno fa questa vicinanza al candidato repubblicano pareva frenarlo ora è il contrario. Secondo gli ultimi sondaggi il suo movimento EnMarche! ha vampirizzato i voti dei socialisti raggiungendo il 20% dei consensi tra gli elettori francesi. Per l’IPSOS in caso di ballottaggio, sia con Fillon che con Le Pen, sarebbe in grado di vincere con facilità. Inoltre l’istituto di ricerche ritiene che un terzo di coloro che votarono per Hollande al primo turno delle elezioni del 2012, vale a dire poco più di tre milioni di votanti, si schiererebbe con Macron in caso di ballottaggio con Valls. Risultato ancora più netto se lo sfidante fosse Hamon. Un consenso trasversale per una Francia nuova.