Corsa all’Eliseo. Fillon inciampa su uno scandalo


Il candidato della destra moderata travolto da una crisi di credibilità dopo il #PenelopeGate


François Fillon
François Fillon

François Fillon tesse la sua tela per la corsa all’Eliseo. Penelope la disfa. Secondo il settimanale “Le Canard Enchainé”, Pénélope Fillon, moglie del candidato della destra, è stata stipendiata come assistente parlamentare del marito e del suo sostituto per 8 anni. Una collaborazione che, a partire dal 1992, avrebbe portato nelle tasche della donna «500.000 euro lordi» presi dai fondi a disposizione del marito, allora deputato nazionale. Ovviamente impiegare un familiare come collaboratore parlamentare non è vietato. Tuttavia una stretta collaboratrice dell’ex primo ministro ha dichiarato al giornale satirico di non aver mai saputo che madame Fillon fosse parte della squadra di assistenti né di averla mai incontrata.

«Sono scandalizzato dal disprezzo e dalla misoginia dell’attacco» ha commentato Fillon, «vedo che il tempo delle ‘fialette puzzolenti‘ (una sorta di corrispettivo francese della ‘macchina del fango’) continua ancora». Tuttavia il candidato all’Eliseo, considerato finora l’unico in grado di battere al ballottaggio del 7 maggio – il primo turno è il 23 aprile – la candidata dell’estrema destra Marine Le Pen, ha deciso di non smentire le accuse del “Canard”: «Non farò commenti». Fillon ha basato la sua campagna elettorale sul programma ultraliberista in economia e tradizionalista in campo sociale: contro immigrazione e «africanizzazione» della Francia, mezzo milione di tagli nel pubblico impiego, fine delle 35 ore di lavoro.

Per questo motivo oltralpe è scoppiata la polemica social, soprattutto su Twitter. L’hashtag #PenelopeGate è nella classifica dei più digitati, soprattutto perché Fillon ha sempre fatto ampio uso dei cinguettii. Ora gli utenti del social si stanno divertendo a pescare vecchie dichiarazioni che cozzano con lo scandalo. Tra le più gettonate: «In trent’anni il mio nome non è stato mai associato a un affare o a un comportamento contrario all’etica». E ancora: «C’è una forte ingiustizia sociale tra quelli che lavorano duro per poco e quelli che non lavorano affatto e sono ricoperti dai soldi pubblici».

C’è anche chi invoca il ritiro di Fillon dalla corsa all’Eliseo per lasciare spazio ad Alain Juppè, l’ex premier e figlioccio di Chirac, arrivato secondo alle primarie della destra. Tuttavia lo stesso Juppé, da primo ministro nel 1995, fu coinvolto in uno scandalo che per poco non gli costò la poltrona. Il cosiddetto “Immobiliare Juppé”, come fu definito dal giornale francese Liberation, lo vide assegnarsi a modico prezzo un lussuoso appartamento di proprietà del Comune, accasare in alcuni locali municipali il figlio Laurent e trovare allo stesso modo alloggio alla figlia, all’ ex moglie e al fratellastro. A qualche mese dalle elezioni presidenziali francesi tutti, dalla Le Pen al duo socialista Benoît Hamon e Manuel Valls aspettavano un passo falso del favorito Fillon. Ora non è detto che per Francois ci sia tempo per tessere una nuova tela prima dell’arrivo dei Proci.