App, social e database: c’è un nuovo calciomercato


Aumentano le novità e i supporti tecnologici nel mondo dei trasferimenti calcistici. Ormai la parte più difficile è l’accordo per chiudere la trattativa, per il resto basta un clic


Ronaldo, al Milan nel gennaio 2007
Ronaldo passò al Milan nel gennaio 2007

Soccerpass. L’ultima applicazione è scesa in campo. Strumento esclusivo a disposizione dei calciatori e non solo, offre servizi esclusivi in qualsiasi città si muova il professionista. E’ l’ultima frontiera di un solco scavato dieci anni fa, senza poter più tornare indietro. Ormai anche il calciomercato è diventato tech, una questione social. Il punto di svolta è il 2007, quando Steve Jobs lancia l’iPhone, portandosi dietro il boom degli smartphone, di Facebook e un mondo sempre connesso. In quell’anno il mercato invernale è parecchio attivo, la Milano del calcio è scossa dal ritorno di Ronaldo, che stavolta sceglie il Milan, lasciando il Real Madrid di Capello. Allo stesso tempo le merengues pescano Higuain dal River Plate e il Palermo porta in Italia Cavani, capocannoniere al Sub-20 che si sta disputando in quel periodo. Colpi veri, scoperte autentiche. Le ultime senza l’uso delle nuove tecnologie.

Procuratori, direttori sportivi e osservatori. Il loro modo di lavorare è cambiato completamente: niente più fax, nessuna caccia a un telefono fisso di fortuna, sono quasi passate di moda anche le mail per relazionare su un giovane talento. Adesso le nuove frontiere sono i database, le piattaforme online e le applicazioni. Pionieri sono stati tre ragazzi che nel 2008 hanno fondato “Wyscout”, database online sempre a portata di mano dei professionisti con video, statistiche e gesti tecnici spacchettati partita per partita. Oltre alla già citata “Soccerpass”, utile ai calciatori durante i trasferimenti per curare tutte le necessità del caso. Qualche anno fa il giovane brasiliano Pety, di soli 13 anni, attirò le attenzioni del Real Madrid grazie ai video caricati su YouTube dal padre. La sua parabola ha sfondato, è nato “Tascout”, social network per under 18 che vogliano mettersi in mostra con i talent scout del pallone.

Guglielmo Acri, direttore sportivo
Guglielmo Acri, direttore sportivo classe 1965

Basta un clic per avere filmati, numeri e schede tecniche aggiornate in tempo reale. Senza sportarsi dal proprio ufficio. «Poteva capitare di attraversare l’oceano e rendersi conto solo sul posto che stavi seguendo un bidone. Oggi è più difficile compiere errori di valutazione del genere» dice Guglielmo Acri, ex direttore sportivo della Lazio, del Pescara e della Ternana, nel mondo del calciomercato da 25 anni. «Ho iniziato a fare il mestiere con le cassette, solo i fortunati avevano i primi cellulari. Ma con gli smartphone poi è cambiato tutto. I tempi si sono praticamente azzerati, ti metti in viaggio e sai già tutto del giocatore in questione. Ormai la parte più complicata è quella di trovare l’accordo». Poi il contratto con un colpo di Pec e il gioco è fatto. La nuova era del transfer market promette di andare oltre, spingendo in un altro mondo il vecchio calciomercato: imbattibile resta l’accordo del 1977, in seconda categoria sarda, tra Dolianova e Seulese, con la cessione di Giuseppe Murgia. In cambio di una capra e un prosciutto. Senza l’aiuto della tecnologia.