Siria: tregua per evacuare civili, spari su un convoglio


Iniziato il ritiro di 5.000 miliziani da Aleppo, incontro tra Russia e Turchia, «per garantire un futuro al Paese»


Aleppo-reuters-k1ME--835x437@IlSole24Ore-WebUna battaglia iniziata nel 2012, un orrore che sembra non finire, anche ora che la città siriana è stata riconquistata dall’esercito regolare siriano. Ancora ore difficili ad Aleppo.  «E’ iniziato il ritiro di 5.000 miliziani e dei membri delle loro famiglie dai quartieri di Aleppo est». Lo riferisce il capo di Stato maggiore russo Valeri Gherasimov, citato dall’agenzia russa Tass.

È di almeno 4  civili uccisi e 4 feriti il bilancio dell’attacco compiuto stamattina da miliziani sciiti lealisti sul convoglio che doveva evacuare dei feriti da Aleppo est. Lo sostiene l’agenzia statale turca Anadolu, il cui corrispondente si trova sul posto. Dopo gli spari, il convoglio è tornato indietro.

Intanto i primi feriti sono stati evacuati oggi dalla parte est di Aleppo, in mano ancora per poco agli insorti, verso la zona  controllata dal governo. A riferirlo la televisione panaraba Al Jazira: un primo convoglio di ambulanze ha raggiunto i posti di blocco governativi. Secondo le previsioni l’operazione durerà due o tre giorni.

Tra una tregua fragile e l’evacuazione l’Unicef chiede «di porre fine all’incubo dei bambini della città da troppi mesi vittime di violenze inaudite. Ribadiamo l’importanza di una evacuazione immediata, in sicurezza e dignità di tutti i bimbi presenti sul territorio».

Intanto il presidente russo Putin sente quello turco Erdogan. Unire gli sforzi per la situazione umanitaria e garantire il lancio di un vero processo politico in Siria, è il loro obiettivo. Il capo della diplomazia turca, Mevlut Cavusoglu ha annunciato l’incontro il 27 dicembre a Mosca tra  Russia, Turchia e Iran, in un summit dei ministri degli Esteri per discutere della crisi siriana.

E sulla situazione ad Aleppo si è espresso anche il ministro degli Esteri e leader di Ncd Angelino Alfano: «Il ruolo dell’Italia non cambia. Credo che il mondo in questo momento si confronti con un’emergenza umanitaria enorme e che al di là di ogni risvolto politico e militare, sia indispensabile, necessario e urgente l’accesso delle agenzie dell’Onu e della Croce Rossa internazionale».