Grillo, idee per un programma di governo: basta petrolio


«In 5 giorni sistemiamo la legge elettorale del Senato, e poi al voto». Cinque Stella all’attacco dopo la sconfitta di Renzi. E sul blog di Beppe subito una bozza per le linee guida di un esecutivo pentastellato, ma niente nomi per un possibile candidato premier


#HaVintoLaDemocrazia. È questo l’hashtag ufficiale scelto dal blog di Beppe Grillo, per ora house organ del Movimento 5 Stelle, in futuro chissà, probabile think thank di un governo a 5 stelle.

Ha vinto la democrazia, ma forse non basta. Il co fondatore del MoVimento, e con lui i suoi fedelissimi, mettono due punti all’ordine del giorno dopo la debacle del Presidente del Consiglio. Il primo, appunto, Addio Renzi, il secondo – votare al più presto, e sfruttare l’Italicum, che pure se vituperato, odiato, accusato di autoritarismo, adesso è la miglior legge elettorale per i grillini, che non avrebbero rivali al ballottaggio. «La cosa più veloce, realistica e concreta per andare subito al voto è andarci con una legge che c’è già: l’Italicum. Abbiamo sempre criticato questa legge, ma questi partiti farebbero di peggio e ci metterebbero anni legittimando l’insediamento di un governo tecnico alla Monti. Per quanto riguarda il Senato, proponiamo di applicare dei correttivi per la governabilità alla legge che c’è già: il Consultellum».

Bastano 5 giornate di lavoro – 5 come le stelle del Movimento – e avremo la nuova legge elettorale. «Dalla prossima settimana inizieremo a votare online il programma di governo e in seguito la squadra di governo. Come prima forza politica del Paese siamo disponibili a fare tutti i passi necessari per arrivare alle elezioni politiche».

Il programma

Il Movimento 5 Stelle esce da vero vincitore dal Referendum Costituzionale, tant’è che già sul blog del comico genovese si inizia a parlare di programma di governo, e c’è già il primo punto: l’energia.

C’è tutto un mondo di pensatori, più o meno riconosciuti dalla comunità scientifica e intellettuale mondiale, che pensa che uno dei veri problemi dei governi mondiali sia la teoria che mette la crescita davanti a tutto. Questo mondo, che riscuote successo in ambienti trasversali da destra a sinistra (ricorda qualcuno?), si riconosce in un’espressione del sociologo Serge Latouche: la decrescita felice. Da quando è sceso in politica, Beppe Grillo non ha mai nascosto di far parte della nutrita schiera di fan della teoria. E in effetti basta leggere il suo post per capire qual è la sua idea – e quindi quella del partito – sul tema.

Tra Rockefeller, Tesla, Nissan, la filosofia del futuro governo a 5 stelle «dovrebbe essere 2-20-20 – scrive Grillo. Passare a un consumo medio di energia che è 6 kilowatt la media europea a 2, con l’efficienza e con le tecnologie. Da 6 kw a 2 kilowatt. Poi da 40 tonnellate pro capite di materiale che consumiamo a 20 tonnellate, e da 40 ore di lavoro a 20 ore di lavoro». Tre pensieri che sono mezzi «per arrivare un tipo di società dove il lavoro pesante lo fa la macchina, dove io ho più ho più tempo libero e liberato dal lavoro, dove lavorano i robot e io posso dedicare tempo alla mia famiglia, leggermi un libro, agli amici, alla mia vita». Abbandonare il petrolio e chissà, forse anche la grafite, per il futuro. E chissà, se nel Pantheon a 5 stelle c’è anche Kurt Vonnegut, che in Quando siete felici, fateci caso scriveva: “Care generazioni future: vi prego di accettare le nostre scuse. Eravamo ubriachi fradici di petrolio”. Ma non è un caso che Grillo & co partano da qui. No Tav, no alle lobby, no ai potentati. Il no è la più alta espressione politica, diceva appunto il comico il 17 ottobre, in una summa del pensiero contro che ieri ha avuto la meglio.

La scrofa è uccisa, e ora?

Dalle stalle alle Stelle, verrebbe da dire. La scrofa ferita è stata uccisa (politicamente), i grillini gongolano, ma il fronte del no è lontano dall’essere unito. D’altronde, come dice Walt Whitman: «Non ho alcun dubbio che ho meritato i miei nemici, ma non sono sicuro di aver meritato i miei amici». Tant’è, si fa finta di niente, e l’accozzaglia è già lontana. Il prossimo esecutivo sarà in mano al MoVimento, sembra una sicurezza. E si fanno i soliti nomi per “la futura squadra di governo”. Luigi Di Maio, il volto istituzionale dei 5 stelle, è ovviamente in pole. Ma dovrà fare i conti con Roberto Fico, Carla Ruocco e Carlo Sibilia, ex compagni di direttorio. E Alessandro di Battista, che con il suo TreNo Tour si è speso più di tutti durante la campagna elettorale. I gemelli diversi, uno di lotta e uno di governo, sono pronti. Beppe anche, e inizia a parlare di programmi e di squadra. 5 giorni per fare la legge elettorale. 5 personaggi che hanno trovato un autore (comico). 5 stelle, che oggi anche per chi non alza lo sguardo sono fra le più brillanti del cielo, come Sirio, Canopo, Arturo, Alfa Centauri e Vega. Ma il verdetto non spetta agli astronomi. Semmai agli iscritti al blog.