Papa Francesco: sopportare chi è molesto è atto di misericordia


Nell’ultima Udienza Generale prima della conclusione del Giubileo, il Santo Padre ha parlato della necessità di esercitare pazienza verso il prossimo


 

Papa-Francesco1

Si è svolta oggi, in Piazza San Pietro, l’ultima Udienza Generale del Giubileo della Misericordia, che si concluderà domenica 20 novembre. Papa Francesco ha parlato, nella catechesi, di come sopportare pazientemente le persone moleste costituisca un atto di misericordia. Chiunque, nella vita quotidiana, ha a che fare con persone che possono dare fastidio: in famiglia, al lavoro, nel tempo libero. Bisogna, ha affermato il Santo Padre, imparare a mettersi nei panni degli altri e a verificare se noi stessi siamo molesti. Nella Bibbia Dio stesso ha pazienza nel sopportare le lamentele del popolo ebraico, all’interno del libro dell’Esodo. E anche Gesù lo ha fatto, come quando la madre di Giacomo e Giovanni gli si è rivolta dicendo: «Di’ che questi miei due figli siedano uno alla tua destra e uno alla tua sinistra nel tuo regno» (Mt 20,21). Gesù prende spunto da queste parole per affermare che il suo non è un regno di potere, ma di servizio e donazione verso gli altri.

Dalle parole di Gesù, ha ricordato Papa Francesco, si possono apprendere altri due insegnamenti di misericordia spirituale: ammonire i peccatori e insegnare agli ignoranti. Importante è il ruolo dei catechisti che insegnano ai ragazzi gli elementi basilari della fede. Importante è anche insegnare agli altri a non cercare soddisfazioni effimere e banali, ma puntare piuttosto all’essenziale, a ciò che il Signore vuole da noi. L’ammonire e l’insegnare non ci deve far sentire superiori, ma piuttosto, ricordare ogni volta a noi stessi se ci siamo conformati agli insegnamenti di Gesù. Lo stesso Gesù ce lo ricorda affermando «Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio?» (Lc 6,41).

Altri due importanti insegnamenti sono giunti oggi dalle parole di Papa Francesco:«Gesù ci chiama a portare la gioia del Vangelo a tutti gli uomini testimoni misericordiosi. Si chiude la porta Santa ma non si chiudono i nostri cuori. L’esperienza della Misericordia di Dio rimanga in Voi nella carità per il prossimo!».

Al termine dell’Udienza Generale Papa Francesco ha ricordato come domenica 20 novembre si celebrerà la Giornata mondiale dei diritti dell’adolescenza e dell’infanzia e ha rivolto un appello alla Comunità internazionale in favore dei più piccoli.